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Alluvione Gallura nel 2013, verso stop a cantiere Monte Pino

Alluvione Gallura nel 2013, verso stop a cantiere Monte Pino

Anas, procedura per risoluzione verso Italiana Costruzione

TEMPIO PAUSANIA, 24 febbraio 2024, 13:11

Redazione ANSA

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- RIPRODUZIONE RISERVATA

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Non sarà più la Italiana Costruzioni l'impresa che ultimerà i lavori per la ricostruzione del tratto di Monte Pino della strada provinciale 38 della Olbia Tempio crollato il 18 novembre del 2013 sotto la furia del Ciclone Cleopatra e da allora chiuso al traffico. L'Anas ha avviato la procedura per la risoluzione del contratto d'appalto con la società di costruzione che sarebbe in difficoltà e non potrebbe riuscire a portare a termine i lavori stabiliti e tanto attesi dalla popolazione gallurese. Lo conferma la stessa Anas dopo che la notizia è stata anticipata sull'Unione Sarda.
    Di fatto da quel 18 novembre di oltre dieci anni fa, il territorio della Gallura è diviso in due: i Comuni dell'Alta e della Bassa Gallura sono isolati e i loro abitanti costretti a percorrere un tragitto molto più lungo. Riuniti in un Comitato civico, i cittadini hanno da sempre manifestato e chiesto che venissero accelerati i tempi per la ricostruzione. Ora arriva nell'ennesima cattiva notizia che non sarà accolta di certo bene dal Comitato guidato da Giuseppina Pasella.
    Anas ha investito una commissione tecnico legale della questione Italiana Costruzioni e sarà proprio questo organismo a decidere sulla risoluzione del contratto. I lavori di ricostruzione erano stati frazionati in due blocchi: uno che riguarda il rifacimento del tratto crollato e che risulta in carico ad Anas, e l'altro che concerne la riqualificazione dell'intero tratto della Sp 38 di Monte Pino e i suoi undici attraversamenti idraulici che è affidato alla Provincia di Sassari. L'Italiana Costruzioni era subentrata nel cantiere Anas alla Imp Costruzioni di Carloforte estromessa anch'essa alla fine del 2018.
   

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