Se hai scelto di non accettare i cookie di profilazione e tracciamento, puoi aderire all’abbonamento "Consentless" a un costo molto accessibile, oppure scegliere un altro abbonamento per accedere ad ANSA.it.

Ti invitiamo a leggere le Condizioni Generali di Servizio, la Cookie Policy e l'Informativa Privacy.

Puoi leggere tutti i titoli di ANSA.it
e 10 contenuti ogni 30 giorni
a €16,99/anno

  • Servizio equivalente a quello accessibile prestando il consenso ai cookie di profilazione pubblicitaria e tracciamento
  • Durata annuale (senza rinnovo automatico)
  • Un pop-up ti avvertirà che hai raggiunto i contenuti consentiti in 30 giorni (potrai continuare a vedere tutti i titoli del sito, ma per aprire altri contenuti dovrai attendere il successivo periodo di 30 giorni)
  • Pubblicità presente ma non profilata o gestibile mediante il pannello delle preferenze
  • Iscrizione alle Newsletter tematiche curate dalle redazioni ANSA.


Per accedere senza limiti a tutti i contenuti di ANSA.it

Scegli il piano di abbonamento più adatto alle tue esigenze.

Il mare sardo restituisce 2 tonnellate di rifiuti

Il mare sardo restituisce 2 tonnellate di rifiuti

Progetto dell'Ispra in aree marine Asinara a Capo Carbonara

PORTO TORRES, 24 febbraio 2023, 18:43

Redazione ANSA

ANSACheck

- RIPRODUZIONE RISERVATA

- RIPRODUZIONE RISERVATA
- RIPRODUZIONE RISERVATA

Due tonnellate di rifiuti adagiati sul fondale di due aree marine protette della Sardegna sono stati recuperati dai ricercatori dell'Ispra con il progetto MoRiNet, "Monitoraggio, censimento, raccolta e avvio al riciclo delle reti fantasma", concluso dopo un anno e mezzo di ricerche, prelievi e analisi.
    Il progetto ha setacciato le acque in due zone pilota delle coste della Sardegna: l''area marina protetta del Parco dell'Asinara, e l'area marina protetta di Capo Carbonara, la prima a nord e la seconda a sud dell'isola.
    I risultati, presentati oggi a Porto Torres, sono inquietanti. Il mare ha restituito di tutto: reti a strascico, attrezzi da pesca persi o abbandonati, lenze, tramagli, nasse, lattine, bottiglie in vetro e plastica, pneumatici. Una distesa di rifiuti che era sparsa sui fondali, da anni.
    In una prima fase le due aree marine sono state caratterizzate in termini di biodiversità, individuati i rifiuti e valutato il loro impatto sull'ambiente. Sono stati eseguiti anche campionamenti delle microplastiche e il prelievo di biopsie sui cetacei.
    Nel Golfo dell'Asinara sono stati trovati mediamente 97 oggetti per kmq , con un massimo di 732 oggetti/kmq, ma in alcune cale (4 su 37) nessun rifiuto è stato rilevato. Il valore risulta basso se confrontato con altre aree italiane del Mediterraneo, dove sono stati condotti monitoraggi simili: per esempio, nel Golfo di Venezia sono stati trovati mediamente 567/576 oggetti/kmq in monitoraggi svolti tra il 2014 e il 2015.
    Nella seconda fase del progetto, con la collaborazione del nucleo Carabinieri subacquei e dei pescatori, sono stati raccolti i rifiuti, complessivamente 2 tonnellate.
    Nella terza fase era previsto l'avvio dei rifiuti al riciclo, ma per gran parte di ciò che è stato recuperato era impossibile un riutilizzo proprio perché compressa dal tempo e colonizzatgi da diversi organismi. L'unica strada è stata quindi quella dello smaltimento.
   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

Da non perdere

Condividi

O utilizza