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Fratelli morti su Ss 129, "imputazione coatta vertici Anas"

Fratelli morti su Ss 129, "imputazione coatta vertici Anas"

Nuoro, lo chiedono gli avvocati della famiglia delle vittime

NUORO, 11 febbraio 2023, 18:54

Redazione ANSA

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Nuoro il tribunale esterno - RIPRODUZIONE RISERVATA

Nuoro il tribunale esterno - RIPRODUZIONE RISERVATA
Nuoro il tribunale esterno - RIPRODUZIONE RISERVATA

"Imputazione coatta per i sei dirigenti dell'Anas". E' la richiesta avanzata oggi in tribunale a Nuoro dagli avvocati che tutelano la famiglia Pintor, i cui figli Francesco e Matteo, di 23 e 16 anni, persero la vita nel giorno di Natale di 5 anni fa in un incidente sulla Trasversale sarda 129 Nuoro-Macomer, nel tratto ribattezzato "curva della morte". Durante l'udienza davanti al gip Giovanni Angelicchio, i legali Ivano Iai e Marcello Mereu hanno motivato l'opposizione alla richiesta di archiviazione formulata dal pm Andrea Ghironi e sollecitato l'imputazione coatta nei confronti dei 6 indagati: Pasquale Ruggieri, Pietro Schirru, Valter Bortolan Enrico Atzeni e Siro Mascia, tutti dirigenti dell'Anas, e Giovanni Satta, capo cantoniere.
    In subordine hanno chiesto una consulenza peritale, che si aggiunge alle due perizie di parte già espletate, per verificare il posizionamento del guard-rail contro cui l'auto dei fratelli fratelli Pintor aveva impattato, tranciandolo e trasformandolo in una potente lama tagliente, fatale per i due giovani.
    "Vogliamo capire - hanno argomentato i due avvocati - cosa sarebbe successo se il posizionamento del guard rail fosse stato corretto, se avesse impedito l'evento tragico o se avesse determinato un incidente meno grave".
    Sulla mancanza di un nesso di causalità tra la tragedia e le responsabilità dell'Anas ha invece insistito il pm Ghironi, che ha infatti reiterato la richiesta di archiviazione. Per il pool della difesa - Matteo Pinna, Luigi Ledda e Andrea Pogliani - la statale era perfettamente manutenuta. Non è così per gli avvocati della famiglia Pintor. "L'Anas - hanno incalzato - è intervenuta sulla strada per cambiare tutto solo dopo l'intervento dell'associazione #adessobasta di Giovanni Pintor (fratello di Francesco e Matteo sopravissuto all'incidente, ndr) per chiedere a gran voce i lavori sulla statale disseminata di croci e mazzi di fiori".
    Giovanni - presente in aula con i genitori - oggi ha 25 anni e continua la battaglia per strade sicure: "E' ora di cambiare mentalità, è ora di responsabilizzare chi ha tra le mani la nostra sicurezza per strada, e quindi la nostra vita - ha scritto in un lungo post sui social - Abbiamo il diritto di viaggiare su strade che non uccidono. Per quanto si cerchi di dipingere un vuoto di responsabilità, il peso delle azioni mancate non si può negare".

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