Sardegna

Traghetti: verso procedura urgenza su Civitavecchia-Cagliari

Mims a lavoro su soluzione,Cgil attacca "attuale stop è tsunami"

Si va verso la procedura d'urgenza per salvare in extremis la tratta marittima Civitavecchia-Cagliari e viceversa. I due traghetti Tirrenia che si sono incrociati questa notte sul Tirreno sono state le ultime due navi che, per la prima volta dopo 70 anni, resteranno in banchina lasciando il sud della Sardegna completamente isolato via mare sulla tratta in continuità territoriale. Dal Mims fanno sapere che "si tra lavorando ad una soluzione per uscire al più presto dall'emergenza".

La via d'uscita più veloce è quella dell'affidamento diretto ma, dopo un bando e due manifestazioni d'interesse andati deserti, occorre trovare una compagnia di navigazione interessata a portare avanti il servizio. Fino a ieri la tratta è stata garantita, con proroga e senza compensazioni, da Tirrenia, ma a questo punto si potrebbero fare avanti anche Grimaldi, che opera già su Cagliari con il collegamento per Napoli e su Civitavecchia con le tratte per Porto Torres e Olbia, o Gnv che non sbarca a Cagliari, ma collega il porto del Lazio con Olbia.

Nel frattempo la Filt-Cigl va all'attacco: "Ci si è mossi in maniera sparsa e non strutturata. Se qualcuno ha pensato che lo tsunami si sarebbe fermato con la soppressione dei collegamenti da e per Arbatax, non solo non ha alcun senso della realtà ma, non si è degnato di ascoltare le voci e gli avvertimenti sollevati dalla Cgil - tuona il leader del sindacato dei trasporti Arnaldo Boeddu - Non è più rinviabile il tavolo più volte richiesto in cui poter mettere a fattore comune le esigenze dei sardi, delle imprese e dei lavoratori.

Ribadire il diritto alla continuità territoriale sia per i passeggeri sia per le merci, con rotte che vadano oltre Civitavecchia, peraltro, è condizione irrinunciabile se si vuole realmente dare un futuro al progresso sociale ed economico di una parte importante dell'isola. Per questo - aggiunge - la prima questione da risolvere è far ritornare le navi in porto ma, nel contempo continuare l'iter affinché la Regione Sardegna sia pienamente titolata anche sulla continuità marittima come avviene per quella aerea".
   

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