Sardegna

Rifugio Punta Giglio,offensiva degli ambientalisti

Comitato, parla Alivesi: "No alla ricettività in area Sic-Zps"

di Gian Mario Sias

"Sì a riqualificare caserma e strutture militari a Punta Giglio, no alla ricettività, incompatibile con i vincoli di un Sito di interesse comunitario e una Zona di protezione speciale". Maria Antonietta Alivesi delinea i confini della battaglia in atto ad Alghero sul "Rifugio di mare" nell'ex batteria militare, opera della cooperativa "Il quinto elemento", vincitrice del bando del 2017 del Demanio dello Stato con un progetto autorizzato da 13 enti.

Esponente del Gruppo di intervento giuridico, consigliera comunale, co-promotrice del comitato "Alghero per Punta Giglio", rifiuta che si parli di battaglia ideologica, ostilità per la cooperativa e azione tardiva. "Il comitato è nato in febbraio dal gruppo di lavoro delle associazioni ambientaliste, ostili al progetto dal 2018, quando Demanio e cooperativa siglarono il contratto", spiega. "Siamo 200, col sostegno di 6mila persone su Facebook e migliaia di firme per la petizione su Change - sottolinea Alivesi - chiediamo giustizia, il compendio ha una stratificazione di divieti quasi insormontabile, asse portante di Punta Giglio libera". Per lei "nel 2017 il bando passò sotto traccia, Comune e Parco non lo pubblicizzarono, la comunità non ebbe voce in capitolo". Gli ambientalisti scrissero alle istituzioni. "Proponemmo per la ricettività la casermetta della finanza, a valle, più adatta a quella destinazione d'uso - ricorda - non ci risposero".

La cooperativa anche all'ultima assemblea del Parco ha fornito chiarimenti progettuali su un'iniziativa a misura di visitatore di Punta Giglio. "Qualsiasi attività ricettiva in un'area Sic-Zps è incompatibile, lo dice l'Ispra", insiste l'ambientalista. Mentre si valuta il ricorso al Tar, lo Sva regionale ha stoppato i lavori per verificare la compatibilità tra cantiere e riproduzione delle specie presenti e la coerenza tra progetto, realizzazione e opere di mitigazione. È stata interessata la Procura di Sassari, ma "non c'è nessuna azione illegale della cooperativa, ha partecipato a un bando e il Demanio ha premiato il suo progetto", chiarisce Alivesi. I dubbi sono semmai sull'attuale sostenibilità economica. "A parte che chi ha partecipato alla gara ha concorso con un progetto oggi inesistente, trasformato in fase autorizzativa, temiamo che per rientrare dell'investimento la struttura aprirà giorno e notte", riflette.

"Chi ha realizzato il Piano di gestione della Sic-Zps conferma di non aver ricevuto informazioni sul progetto, ma il Parco risponde che non era un'attività di conservazione ambientale", riferisce la prof. "Si è lasciato che la realizzazione del Rifugio di mare e del Piano di gestione della Sic-Zps procedessero parallelamente - dichiara - non doveva succedere, il bando andava fermato e ne andava impedita l'autorizzazione". Ampliando il ragionamento alla luce degli ultimi sviluppi, per lei il problema è chiaro. "La filosofia del Parco è di fare prevalere gli aspetti economici sulla protezione ambientale, così non ci può essere nessun giusto compromesso".
   

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