Scuola: a Sassari la protesta dei docenti precari

"Contro classi lazzeretto e didattica a distanza"

"No a classi lazzaretto, didattica a distanza, concorsi straordinari, call veloce e probabile esodo in Sardegna di docenti oltre Tirreno, a danno di migliaia di precari sardi". Sono le rivendicazioni dei docenti che oggi hanno manifestato a Sassari, in piazza Castello, in dissenso coi provvedimenti del governo sulla scuola.

Rispettando le regole di sicurezza anti covid sul distanziamento, i precari hanno ricordato che "l'anno prossimo faremo i conti con distanziamento sociale e disposizioni del comitato tecnico-scientifico, ma il Ministero opta per classi a minimo 22 studenti". Per Maria Grazia Del Giudice e Andrea Faedda del Coordinamento Precari Scuola Sardegna, "questo causerà accorpamenti sino a 33 alunni, passando da classi pollaio a classi lazzaretto, nessuna scuola ha aule abbastanza grandi per garantire il distanziamento".

Quanto alla didattica a distanza, "in Sardegna gli studenti non raggiunti sono stati 50mila, per garantire loro il recupero è necessario programmare la didattica nel lungo periodo, senza prescindere dalla necessità di avere da settembre lo stesso docente", dicono gli autori della protesta. "Questo si può fare solo assumendo i precari sardi, direttamente dalle graduatorie per le supplenze - sostengono - la macchina dei concorsi è lenta e farraginosa e non è in grado di garantire insegnanti di ruolo in cattedra a settembre".

Ma le critiche riguardano anche per la programmazione delle cattedre di sostegno. "Il prossimo concorso straordinario prevede 111 posti per insegnanti di sostegno in Sardegna - è la chiosa - a fronte di 3mila posti affidati a docenti precari senza specializzazione".
   

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