Coronavirus: sì a camminata genitore-figlio, no a jogging

Viminale ai prefetti, spostamenti solo vicino a casa

Niente passeggiate in strada con i figli minori a Sassari. Nonostante quanto precisato dal Ministero dell'Interno con una circolare inviata a tutti i prefetti, a Sassari resta vietato uscire di casa per far fare due passi nel vicinato ai bambini accompagnati da un genitore. Lo ha chiarito il sindaco Nanni Campus durante una conferenza stampa a Palazzo Ducale. Il primo cittadino ha confermato le misure stringenti adottate dal Comune per contrastare la diffusione del contagio da Covid-19 con un'ordinanza che vieta jogging e passeggiate anche nei dintorni della propria abitazione.

IL SINDACO DI CAGLIARI, "MESSAGGIO SBAGLIATO" - "Consentire le passeggiate con i bambini è un messaggio sbagliato, che genera confusione e fa credere alla popolazione che si possa allentare il controllo. Una sorta di tana liberi tutti, che rischia di vanificare gli sforzi fatti dalla maggior parte dei cittadini. E lo dico da genitore". Lo dice all'ANSA il sindaco di Cagliari, Paolo Truzzu, commentando l'ultima circolare del Viminale che specifica le regole sugli spostamenti da casa durante l'emergenza coronavirus.

A BONORVA "NON DI ESCE" - "Siamo settimane che facciamo gli sceriffi, prendiamo insulti, litighiamo con le persone, ci carichiamo di responsabilità inaudite: passeggiatina sì, passeggiatina no, l'orto sì, la campagnetta no, anzi forse sì, state a casa, non uscite. E poi arriva l'ennesima circolare del Viminale con i suoi 'chiarimenti' A Bonorva vige comunque l'ordinanza sindacale e non si esce!". Lo scrive su Facebook il sindaco Massimo D'alessandro, che a fronte delle ultime precisazioni del Ministero dell'Interno si dice "esausto e sconfortato".

"Non per il lavoro - spiega - ma per il continuo stress al quale ci costringono questi signori che, nei ministeri, davvero non sanno come va la vita quaggiù". Poi, sempre sul social network, inventa un racconto semiserio, dal titolo "Deliri (incubi) notturni" nel quale descrive la storia di alcuni cittadini che escono di casa in piena emergenza coronavirus: chi porta i bambini a fare una passeggiata, chi il cane, chi va ad accudire l'orto. Qualcuno ha solo una di queste "autorizzazioni", qualcun altro due e infine c'è chi ce le ha tutte e riesce ad allontanarsi da casa più degli altri.

LA CIRCOLARE DEL VIMINALE - ''Le regole sugli spostamenti non cambiano. La circolare del ministero dell'Interno del 31 marzo si è limitata a chiarire alcuni aspetti interpretativi sulla base di richieste pervenute al Viminale. In particolare, è stato specificato che la possibilità di uscire con i figli minori è consentita a un solo genitore per camminare purché questo avvenga in prossimità della propria abitazione e in occasione di spostamenti motivati da situazioni di necessità o di salute''. Lo precisa una nota del Viminale.

''Si può uscire dalla propria abitazione esclusivamente nelle ipotesi già previste dai decreti del presidente del Consiglio dei ministri: per lavoro, per motivi di assoluta urgenza o di necessità e per motivi di salute. Per quanto riguarda l'attività motoria è stato chiarito che, fermo restando le limitazioni indicate, è consentito camminare solo nei pressi della propria abitazione.

La circolare ha ribadito che non è consentito in ogni caso svolgere attività ludica e ricreativa all'aperto e che continua ad essere vietato l'accesso ai parchi, alle ville, alle aree gioco e ai giardini pubblici. La medesima circolare ha ricordato infine che in ogni caso tutti gli spostamenti sono soggetti a un divieto generale di assembramento e quindi all'obbligo di rispettare la distanza minima di sicurezza. Le regole e i divieti sugli spostamenti delle persone fisiche, dunque, rimangono le stesse'', precisa il ministero dell'Interno.

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