Hänsel und Gretel, applausi a Cagliari

Incanto favola in musica chiude in bellezza Stagione del Lirico

di Maria Grazia Marilotti

Una favola metropolitana, dove realtà e sogno si intrecciano. Tra boschi incantati e case di marzapane, bambini, la strega cattiva, una folla di clochard con tanto di giacigli di cartone si aggira sullo sfondo di una opulenta città. Ci sono voluti 60 anni per riportare a Cagliari l'incanto e la meraviglia di Hänsel und Gretel, opera romantica di Engelbert Humperdinck, ispirata all'omonima fiaba dei fratelli Grimm. Un piccolo capolavoro del Natale che chiude, tra lunghi applausi e ovazioni, la Stagione di Lirica e Balletto. In sala anche il nuovo sovrintendente Nicola Colabianchi. Una serata all'insegna della bellezza, con il raffinato allestimento nato per il Teatro alla Scala e ora acquisito dalla Fondazione cagliaritana, con la regia di Sven-Eric Bechtolf, ripresa a Cagliari da Daniela Zedda. Efficaci e affascinanti gli effetti scenici tra quinte in movimento che si aprono su mondi colorati e fantastici, proiezioni video, bambini trasformati in biscotto, giganteschi alberi e uccelli. Al suo debutto sul podio cagliaritano, Johannes Debus ha diretto la compagnia di canto, un'orchestra del Teatro Lirico dalle belle sonorità e il coro dei bambini, l'ensemble di voci bianche del Conservatorio guidato da Enrico Di Maira, protagonista di una toccante esibizione. L'opera è andata in scena nella versione originale tedesca con i sopratitoli in italiano. Perfetta nel suo ruolo - la madre Gertrud - ha fatto sentire la sua presenza scenica e vocale Susan Neves. Per lei sono partiti ovazioni e entusiastici "brava". Buona prova per tutto il cast che ha raccolto grandi tributi da parte del pubblico: Anna-Doris Capitelli, convincente Hänsel (en travesti), Francesca Manzo, la timorosa e intraprendente Gretel, accanto a Gustavo Castillo, Martina Serra, Francesca Pia Vitale. Una rilettura contemporanea della fortunata favola drammatica, in cui la dimensione onirica e fiabesca si intreccia alle contraddizioni della moderna civiltà: la miseria morale e materiale della famiglia e lo sfruttamento dei bambini, affamati e malvestiti, non spegne la gioia di vivere e la curiosità dei piccoli protagonisti. La foresta resta il luogo dei pericoli e delle insidie, ma anche del sovrannaturale, nella originale e poetica messa in scena, con le evocative scenografie di Julian Crouch, riprese da Antonella Conte e i colorati costumi di Kevin Pollard, ripresi da Marco Nateri; il disegno luci di Marco Filibeck e i video da Joshua Higgason, ripresi da Roland Horvath, i movimenti coreografici di Luigia Frattaroli. Una favola in musica adatta a grandi e piccini, tra avventure notturne e spunti di riflessione sui diritti dell'infanzia e sull'importanza dell'età dei giochi.

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