Sardegna

Metano in Sardegna,allarme Confindustria

Scanu-De Pascale, documento va bocciato è complotto contro Isola

Esiste un documento dell'Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (Arera) che, nell'ambito del processo di metanizzazione della Sardegna, prospetta soluzioni "sfavorevoli" e "discriminatorie" per i cittadini e le imprese dell'Isola. La denuncia arriva da Confindustria che illustrando alcuni passaggi del documento ha parlato del rischio per i sardi di pagare due miliardi di euro in più per l'infrastrutturazione delle reti del gas metano. Nel testo per la consultazione pubblicato il 9 maggio dall'Autorità si delineano "le linee di intervento per la regolazione dei servizi di distribuzione e misura del gas per il prossimo periodo di regolazione 2020-2025". I soggetti interessati dovranno mandare le osservazioni entro il 17 giugno 2019.

Per Confindustria "il documento non può passare perché è in contrasto con il principio di non discriminazione delle aree non ancora metanizzate contenuto nel decreto Letta". "Siamo rimasti stupiti nel leggere qualcosa che va contro la Sen (Strategia energetica nazionale, ndr), il Piano regionale per l'energia e l'ambiente e il Patto Stato-Regione a suo tempo siglato, e soprattutto contro i sardi", ha dichiarato Maurizio De Pascale, presidente di Confindustria sud Sardegna.

I sardi, infatti, "sarebbero vincolati a pagare due miliardi di euro in più per l'infrastrutturazione delle reti del gas metano, e di avere un costo di 400-420 milioni l'anno se dovesse venir meno la metanizzazione". Insomma, avverte De Pascale, "qua si rischia di affondare tutti, bisogna reagire assieme: entro il 17 giugno Confindustria farà un'osservazione durissima verso questo documento".

"Questo è un sistema - attacca il presidente di Confindustria Sardegna Alberto Scanu - che attraverso uno strumento tecnico cerca di bloccare gli investimenti che si stanno facendo nell'Isola per la dorsale del gas. Stanno togliendo l'unico elemento che dovrebbe farci tifare tutti per avere una rete con un prezzo uguale al resto d'Italia. Ecco perchè - conclude Scanu - lanciamo un forte appello alla politica affinchè questo documento sia profondamente modificato".
   

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