Sardegna

La terra per soffocare rogo Molentargius

Decisione presa in riunione Centro operativo comunale Quartu

Sarà soffocato con la terra il rogo nel sottosuolo del parco di Molentargius, vicino alle abitazioni e a due scuole di Quartu Sant'Elena, dove da giorni l'aria è diventata irrespirabile a causa dei forti miasmi che si levano da una discarica sotterranea. I mezzi di movimentazione del terreno dei Vigili del Fuoco, della Protezione civile e di Forestas, oltre a quelli messi a disposizione dal Comune, dovranno a raggiungere la zona interessata dopo l'apertura di un varco tra la fitta vegetazione che oggi impedisce il passaggio in sicurezza.

E' quanto emerso dalla riunione del Centro operativo comunale (Coc) che per quasi tutta la giornata ha discusso delle modalità di spegnimento dell'incendio sotterraneo che sta esalando fumi potenzialmente pericolosi e tossici.

Nel frattempo il sindaco ha prorogato la chiusura delle scuole di via Turati e via Palestrina sino a sabato 23 settembre, e comunque sino allo spegnimento del rogo. Quanto stabilito dal Coc, presieduto dal primo cittadino Stefano Delunas, verrà ora portato all'attenzione del Consiglio comunale riunito in seduta straordinaria per esaminare la situazione.

NUOVO ESPOSTO - Il Comitato No Diossina, con il presidente Claudio Cugusi e il componente Roberto Cherchi, ha presentato un esposto in Procura a Cagliari sui miasmi che si sprigionano dalla discarica sotterranea di Su Idanu, fumi maleodoranti che stanno ammorbando tutta la zona del parco di Molentargius che si affaccia sulla città di Quartu. Si tratta del secondo esposto dopo quello firmato dall'associazione ambientalista Gruppo di intervento giuridico.

In particolare, nella denuncia del Comitato si chiede alla magistratura, nel caso venissero ravvisati gli "estremi di fattispecie criminose, anche omissive", di "procedere penalmente nei confronti delle persone che verranno identificate come tenute alla vigilanza sulla salute pubblica e/o comunque responsabili dei fatti". Gli attivisti ricordano che "da circa un mese i cittadini dei Comuni di Quartu S. Elena, Quartucciu, Selargius e Cagliari lamentano immissioni di folte coltri di fumo nero, con odore ammorbanti e soffocanti, provenienti da roghi e focolai di origine e causa sconosciuti, situati all'interno dal Parco di Molentargius.

Il fenomeno - si legge nell'esposto - si è presentato dapprima in forma lieve, assumendo una particolare incidenza soltanto nelle ore notturne; ma da circa tre giorni ha assunto proporzioni preoccupanti, tanto da rendere l'aria irrespirabile anche negli ambienti domestici, specie la notte e la mattina presto, e costringere numerosi cittadini (specie quelli della zona di Santo Stefano) a rivolgersi alle cure mediche per bruciori agli occhi, nausea, tosse e malori da difficoltà respiratorie.

Nella zona di Santo Stefano, in viale Colombo e più avanti sino al Margine Rosso, c'è un'aria irrespirabile da giorni. I residenti sono costretti a tenere le finestre chiuse, ma spesso non basta", denuncia ancora il Comitato No Diossina.

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