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Giustizia penale Bari raddoppia in nuova sede provvisoria

Giustizia penale Bari raddoppia in nuova sede provvisoria

Consegnati sette piani della seconda torre in via Dioguardi

BARI, 13 marzo 2023, 15:06

Redazione ANSA

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- RIPRODUZIONE RISERVATA

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Sei aule giudiziarie in più e nuovi uffici pronti a traslocare entro quest'anno per riunire la giustizia penale di Bari in un'unica area. Stamattina Tim ha consegnato all'amministrazione giudiziaria sette piani della "Torre 2" che ospiterà gli uffici giudiziari penali in attesa che venga realizzato il 'Parco della giustizia' per il quale sono in corso le gare d'appalto e che ospiterà tutte le sedi di giustizia che attualmente sono sparse in varie aree della città.
    Alla cerimonia hanno partecipato, fra gli altri, il viceministro della Giustizia Francesco Paolo Sisto, il presidente della Corte di Appello, Franco Cassano, la procuratrice generale, Angela Tomasicchio, il presidente del Tribunale, Alfonso Pappalardo e il procuratore, Roberto Rossi.
    La 'Torre 2' di trova a fianco della 'Torre 1' dove già nel 2019 si erano trasferiti i primi uffici giudiziari dopo che la vecchia sede di via Nazariantz era stata dichiarata inagibile e per l'emergenza l'attività della giustizia penale si era dovuta trasferite nelle tende. Nell nuovo edificio il piano terra della ospiterà la Corte di Assise, oltre che il bar. Al primo e secondo piano ci saranno il Tribunale di Sorveglianza con due aule di udienza, mentre dal terzo al 15esimo piano ci saranno tutti gli uffici della Procura. I primi sette piani sono stati consegnati proprio oggi e il trasferimento dovrebbe essere ultimato entro settembre, gli ultimi sei (dal decimo al 15eseimo) saranno consegnati fra l'ultima settimana di maggio e la prima di giugno, mentre i lavori di adeguamento procedono. Il quinto e sesto piano della nuova torre ospiteranno anche la polizia giudiziaria, mentre all'ottavo è già in funzione la Procura europea.
    Quanto alla Torre 1, continuerà a ospitare il Tribunale penale. Le aule giudiziarie, che adesso sono 12, diventeranno 15 e saranno più grandi. "Con la seconda torre avremo più spazi, ma soprattutto daremo spazio alle aule di giustizia del Tribunale che adesso mancano - ha detto il procuratore Rossi -. Questo è il più grande problema in questo momento per la giustizia a Bari. Mancando le aule non si possono fare i processi".
    "Dobbiamo ringraziare il viceministro Sisto e il ministero per aver avuto attenzione rispetto alla questione edilizia giudiziaria - ha aggiunto - E' un piccolo passo, nell'attesa che il Parco della giustizia venga realizzato". 

Per il presidente della corte d'Appello di Bari, Franco Cassano, “finalmente gli uffici giudiziari hanno una sistemazione più che decente e dignitosa, spazi adeguati che ci consentono di aspettare in modo consono la realizzazione del Parco della giustizia, che è il vero obiettivo di magistrati, avvocati e cittadini”. “Dalle tende (nella vecchia sede inagibile di via Nazariantz, ndr) a oggi quanta acqua è passata? - ha chiesto Cassano - Tanta fatica, tante mortificazioni, ci sono stati momenti in cui non siamo stati neppure creduti nelle nostre doglianze. Adesso abbiamo una prospettiva, il nostro lavoro, le nostre fatiche quotidiane, hanno un senso”. Cassano ha posto anche l'accento sulla carenza degli organici dei magistrati. "C'è un vuoto di organico che supera il migliaio e purtroppo è destinato ad aggravarsi. Questa – ha precisato - è una condizione pericolosa, nel momento in cui alla giustizia si richiede di raggiungere degli obiettivi di riduzione dell'arretrato e di velocizzazione dei processi, che implicherebbero un organico quanto meno completo. Invece riscontriamo che ci sono molti vuoti che prossimamente riguarderanno la categoria dei dirigenti, quindi gli obiettivi del Pnrr non saranno facilmente raggiungibili”. 

   Anche Angela Tomasicchio, questo “è solo un transito, perché il nostro obiettivo è andare al Parco della giustizia. Speriamo siano osservati i tempi”. Per Pappalardo è “un giorno di festa perché ricordiamo in che condizioni eravamo nel 2018. Ma questo non ci deve appagare perché la giustizia va amministrata in spazi nati per questo scopo”.


   

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