Prima che si fa notte, un piccolo grande festival

Con Giovannangelo de Gennaro, Pasquale Calò e Nabil Bey

(ANSA) - ROMA, 07 AGO - Un'estate post covid perché lo stare insieme, negato a causa del contagio, possa essere un contagio di idee, di suoni, di spazi e prassi di consapevolezza . La condizione di isolamento, il silenzio e la quiete surreali che abbiamo subito, all'improvviso, da un giorno all'altro, chiede di ritrovare lo stare insieme e la musica da sempre ne è l'emblema. Abbiamo scoperto che possiamo farcela anche staccando la spina, ma lo abbiamo fatto in attesa che finisse. Così gli eventi di questa strana stagione che ci è arrivata addosso devono saper rattoppare gli strappi, ricolmare i vuoti, sanare le paure. Arriva così, anzi torna, come sempre la musica che guarisce perché idrata, lenisce, riannoda, le cellule con il suo potere di bypassare ogni processo cognitivo, facendosi strada nel nostro codice genetico, trovando feritoie emozionali attraverso le quali arriva all'anima.
    Prima che si fa notte Le Mille e una Notte per resistere al buio raccoglie questo bisogno e recupera la pratica dell'incontro del Mediterraneo. Tre appuntamenti per un piccolo grande festival all'Aia di San Giorgio, Vignacastrisi (Lecce) l'11, il 14 e il 17 agosto con musicisti che hanno fatto della musica la ricerca della loro vita. Ovvero Giovannangelo de Gennaro, Pasquale Calò e Nabil Bey, musicisti che hanno nel dna della loro arte la ricerca, la contaminazione, l'uso dell'arcolaio per districare i fili che ci riportano ad un'unica radice. Accompagnati da grandi musicisti, questi tre artisti ci regaleranno tre appuntamenti con la musica che arriva all'anima. (ANSA).
   

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