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Dott. Ennio Calabria. Rimuovere in sicurezza l’amalgama dentale.

La rimozione dell’amalgama dentale in maniera protetta rappresenta un passaggio di fondamentale importanza per eliminare sia il disagio estetico, ma soprattutto eventuali fonti di intossicazione da metalli pesanti. Presso lo studio dentistico di Ennio e Gianmarco Calabria, a Lamezia Terme, è possibile avere tutte le risposte utili per prendere la decisione giusta e rimuoverla in sicurezza.

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L‘amalgama dentaria è composta da Mercurio, Argento, Stagno, Rame e Zinco. Una otturazione dentale in amalgama contiene mediamente 440 mg di Mercurio e può rilasciare ogni giorno parte di questo mercurio per fenomeni di abrasione (durante la masticazione), corrosione e disgregazione elettrolitica all’interno della cavità orale. I sali dei cibi, le acque gassate, gli acidi alimentari incrementano ulteriormente la disgregazione dell’amalgama dentaria. Il mercurio rilasciato parzialmente si deposita nei tessuti cellulari della cavità orale, nel tessuto nervoso ed in quello epatico e solo in parte viene eliminato attraverso le urine e le feci  . Il mercurio può essere posto in relazione a tossicità cellulareneurotossicità con conseguenti malattie neurodegenerative, immunotossicità, danni a carico del sistema endocrino, rischi relativi alla fertilità e allo sviluppo embrionale.

In Svezia, Danimarca e Norvegia è bandito l’uso dell’amalgama per le otturazioni dentali. In Italia è solamente controindicata nelle donne incinte e nei bambini.

Nello studio dei dottori Ennio e Gianmarco Calabria la rimozione dell’amalgama avviene con grande attenzione e precauzioni.

Dal 2019 è infatti obbligatorio per tutti gli studi dentistici i separatori di amalgama, questo per evitare che l’amalgama possa essere dispersa nell’ambiente. Amalgama che così separata viene rigorosamente eliminata come rifiuto speciale.

“Molte sono le patologie aggravate dalla presenza dei metalli in bocca -afferma il dott. Ennio Calabria -.Eliminare l’amalgama con le frese comuni, quelle diamantate, crea una vaporizzazione enorme, che produce una dispersione nell’ambiente e nello studio 2000 volte superiore rispetto a valori ritenuti accettabili per la nostra salute”.

Rimuovere quindi l’amalgama senza le dovute precauzioni significa far assorbire ai pazienti ed operatori, notevoli quantità di vapori tossici. Vediamo insieme al dottore Ennio Calabria quali sono gli elementi necessari per mettere in sicurezza l’ambiente dove viene rimossa l’amalgama, il paziente e gli stessi operatori.

Intanto la stanza dev’essere ben illuminata per avere sotto controllo il campo operatorio, sottolinea il dott. Calabria-. E’ necessario inoltre l’utilizzo della diga di gomma per isolare il dente ed impedire che l’amalgama venga ingerita. Il paziente deve avere occhiali protettivi, o mascherina o un telo per coprire gli occhi. Bisogna avere ossigeno che attraverso dei tubicini posti nelle cavità nasali , zeppati con del cotone, impedisca all’aria contaminata dal mercurio di essere inspirata, o semplicemente delle maschere nasali. Ed ancora utilizzo di una cappa di aspirazione posta al disopra del paziente per favorire l’eliminazione esterna dei vapori di amalgama. Protezione con maschere a filtri speciali, per gli operatori  ed assistenti. Utilizzo di un aspiratore chirurgico speciale detto Clean Up, che presenta una cella avvolgente in gomma da appoggiare al dente, creando un aspirazione mirata. Utilizzo di turbine -meglio ancora a micromotori ad anello rosso, cioè sistemi rotanti ad alta precisione che provocano pochissime vibrazioni ed hanno tagli decisi ed anche un irrigazione abbondantissima che serve per contrastare la vaporizzazione, utilizzo di frese al tungsteno, sempre nuove, in modo da garantire un taglio rapido e preciso. E’ necessario, conclude Ennio Calabria, rimuovere le otturazioni a blocco cioè lavorando tutt’attorno all’otturazione anziché consumarle con le frese diamantate, questo  per evitare la dispersione nell’ambiente del mercurio. Infine prima di rimuovere la diga, bisogna effettuare un ulteriore lavaggio con acqua abbondante e poi con argento colloidale”.

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