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Italcementi punta su innovazione, una storia lunga 150 anni

Al centro della strategia ambiente e sicurezza lavoro

Redazione ANSA

TORINO - Italcementi - una storia alle spalle lunga 150 anni - è leader in Italia nel settore dei materiali per le costruzioni. Nata a Scanzo, alle porte di Bergamo nel 1864, l'azienda è quotata a Piazza Affari dal 1925 e, sotto la guida della famiglia Pesenti, ha accompagnato lo sviluppo del Paese dal punto di vista dell'architettura e dell'alta ingegneria. Il cemento di Scanzo è stato utilizzato per la realizzazione di diverse grandi opere, tra le quali il ponte sul fiume Adda, a Rivolta d'Adda in Lombardia, la stazione ferroviaria di Santa Lucia a Venezia e il Canale di Suez in Egitto. È del 1956 il Grattacielo Pirelli a Milano, costruito su progetto di Giò Ponti con la consulenza di Pierluigi Nervi, ancora oggi fra i più alti edifici del mondo in cemento armato. Nell'aprile del 1992 con l'acquisizione di Ciments Français Italcementi il primo passo verso una dimensione globale. Nasce il Ctg - Centro Tecnico di Gruppo - a cui è demandata tutta l'attività di ricerca e sviluppo.
Dal primo luglio 2016 inizia una nuova era della storia dell'azienda con il passaggio al gruppo tedesco HeidelbergCement Group, secondo nel cemento e terzo nel calcestruzzo, un giro d'affari 2016 di oltre 15 miliardi di euro, 60.000 dipendenti in più di 3.000 siti produttivi in 60 Paesi in 5 continenti.
Italcementi - sei impianti di produzione del cemento e 113 di calcestruzzo, 2.000 dipendenti - punta sull'innovazione e investe in nuovi prodotti, materiali e servizi. Dopo il cemento trasparente per il padiglione italiano all'Expo 2010 di Shanghai, nel 2014 ha messo a punto il nuovo cemento biodinamico per la realizzazione di Palazzo Italia, cuore del Padiglione Italiano e icona di Expo 2015. Al centro della sua strategia ci sono sostenibilità, tutela della sicurezza e della salute dei lavoratori. Un impegno che ha portato dal 2000 a un significativo miglioramento dei risultati: l'indice di frequenza degli infortuni negli impianti si è, infatti, ridotto di circa l'80% e tutti i siti produttivi hanno ottenuto la certificazione ambientale ISO 14001.

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