Canavese 'anestetizzato', ma pronto a ripartire

Dati peggiori del resto della provincia, imprese in calo da 2013

(ANSA) - TORINO, 16 APR - Il Canavese vive un momento complicato come tutta la provincia di Torino, aggravato dalle difficoltà del decennio alle spalle. Oggi è un territorio quasi "anestetizzato", ma scommette sulla ripartenza. Lo hanno spiegato Agenzia Piemonte Lavoro, Camera di commercio di Torino e Confindustria Canavese. "Ci sono tre progetti importanti che potrebbero cambiare il trend, facendo del Canavese un grande centro di attrazione: Italvolt, Icona e Icovalley", sottolinea Guido Bolatto, segretario generale Camera di commercio.
    I dati dimostrano le difficoltà. Calano la popolazione e dal 2013 le imprese. L'anno scorso il tasso è stato negativo dello 0,79%. Ivrea (2.494), Chivasso (2.197), Ciriè (1.814), Leinì (1.758), Rivarolo Canavese (1.295) e Volpiano (1.202) sono i primi comuni per numero di imprese, il 33% del totale. Sul fronte lavoro sono in calo del 6,6% i nuovi contratti, apprendistato e tempo indeterminato hanno subìto una flessione del 20%.
    "La componente manifatturiera è la parte che è rimasta più ferma da inizio pandemia, ma è potuta ripartire nella seconda parte dell'anno. Ci sono comparti che hanno risentito di più degli effetti dell'emergenza, come quello turistico, che era in pieno sviluppo. In un quadro variegato emergono energie pronte a essere liberate" spiega Cristina Ghiringhello, direttore di Confindustria Canavese. Per il secondo trimestre dell'anno le attese sono in miglioramento su tutti i fronti, occupazione, produzione, ordini ed export. "Valorizzare il capitale umano è fondamentale e questo motiva ancora di più chi opera, tra pubblico e privato, con questo obiettivo" sottolinea Federica Deyme, direttore Agenzia Piemonte Lavoro (ANSA).
   

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