Robotica ed elettronica per bambini, a scuola di competenze digitali

Oltre le Digital Skills progetto campus a Roma under 12 per essere attivi nella tecnologia

Redazione ANSA

Il primo contatto con la tecnologia, la scoperta del principio di funzionamento dei dispositivi elettronici che lo circondano, in sostanza diventare consapevole di una materia che tanto permea la realtà. E poi allenare l’intelligenza logico-matematica, spaziale e linguistica, apprendere le basi per ragionare in modo algoritmico, individuare la soluzione, scomporre il problema ed ordinare la sequenza di passaggi da eseguire. E dopo ad un livello già avanzato comprendere come è fatto un robot, come vengono utilizzati i robot, quali sono le componenti principali, mettere in pratica il ragionamento logico, elaborare un algoritmo risolutivo sotto forma di sequenza orizzontale di istruzioni e farle eseguire ad un robot. Già sotto i 12 anni ci si può allenare all’Intelligenza logico-matematica, spaziale, corporeo cinestetica. 
A Roma ha aperto la prima sede del progetto Campus, una realtà innovativa pensata a misura di bambini e ragazzi, con contenuti a cavallo tra le attività ludiche e quelle didattiche. Imparare giocando è sempre un buon metodo, e se le materie sono robotica, elettronica, coding e realtà virtuale la cosa si fa (anche) seria. E lo scopo di Campus,  progetto R-Store,  è trasmettere una vera competenza digitale con un linguaggio idoneo ad utenti under 12.
I più giovani, pur essendo nati in piena era digitale, tendono a fare un uso passivo della tecnologia, senza la consapevolezza di cosa l’elettronica può dare in termini di creatività, problem solving, sviluppo della logica.
Bisogna guidarli nel superare questo approccio superficiale, dando competenze ma soprattutto fornendo gli strumenti per un ragionamento logico e profondo, e al tempo stesso sensibilizzando e stimolando su temi sociali e reali.
L'aula è a forma di astronave e da questa dimensione si parte per il viaggio didattico con un ruolo però attivo, non ci sono kit preimpostati, ma si creano attività nuove su argomenti specifici, mirate non solo a sviluppare le capacità logiche, cognitive e creative, ma anche a sensibilizzare su temi importanti come la sostenibilità, l’energia, la smart city oltre a trasferire competenze per analizzare, sperimentare e formulare soluzioni applicabili con la tecnologia. Questa filosofia prevede che il bambino venga lasciato libero di pensare, provare, sbagliare, creare ed inventare, sviluppando non solo le Digital Skills - le abilità già presenti nei nativi digitali - ma sviluppando un approccio mentale rivolto al ragionamento logico ed al problem solving. L’allievo diventa un vero e proprio “piccolo inventore” . Si crea un oggetto e lo si programma elettronicamente, facendo uso di IPad, di programmi Apple e di app ottimizzate per l’utilizzo su queste apparecchiature.
I corsi, che vanno dai workshop di poche ore al percorso completo annuale, sono suddivisi in moduli ognuno dei quali è studiato per favorire l’apprendimento di una tecnologia attraverso la sperimentazione diretta, il gioco collaborativo e la cooperazione. L’alfabetizzazione informatica, infatti, non è un obiettivo, ma un metodo che permette di potenziare l’apprendimento delle abilità informatiche, ma anche di tutte le discipline e competenze trasversali e i prodotti e la piattaforma offerta da Apple sono gli strumenti di base.

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA