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Cosib, Federico (M5s), basta nomine politiche in enti pubblici

Parlamentare molisano interroga ministri

(ANSA) - TERMOLI, 13 GEN - "Basta nomine politiche negli enti pubblici. Serve una nuova legge sulla inconferibilità. Il caso del Cosib di Termoli ne è un esempio". Così il deputato molisano del Movimento 5 Stelle Antonio Federico che ha presentato un'interrogazione ai ministri per la Pubblica amministrazione Renato Brunetta e dell'Interno Luciana Lamorgese. "La vicenda della nomina del presidente del Consorzio per lo sviluppo industriale della Valle del Biferno prova la necessità di un percorso di riforma che riguardi l'inconferibilità al vertice di enti pubblici di chi fa politica" aggiunge il parlamentare molisano.
    Federico ha portato all'attenzione del Parlamento la discussa nomina al vertice del Cosib, segnalata dall'Autorità nazionale anticorruzione (Anac) che nei giorni scorsi ha ribadito il suo giudizio negativo.
    "L'Anac - spiega il parlamentare - ha confermato il principio sacrosanto che mira a evitare che gli incarichi degli enti pubblici siano attribuiti in occasione di un mandato politico e non in base a criteri di merito e professionalità. Nel caso del Cosib la nomina è andata anche contro la legge Severino per la quale non possono essere conferiti gli incarichi di amministratore di ente pubblico di livello provinciale o comunale a chi abbia ricoperto incarichi pubblici nei due anni precedenti o un anno nel caso di incarichi nella giunta o nel consiglio di Province, Comuni o unioni di comuni con meno di 15.000 abitanti. Invece il presidente del Cosib, nominato a novembre 2020, ricopre la carica di sindaco di Petacciato dal 2017 e quella di consigliere dell'Unione dei Comuni del basso Biferno dal 2019. Di qui i profili di inconferibilità denunciati in Procura dal Movimento 5 Stelle in Consiglio regionale del Molise, da qui Anac che ha bocciato la nomina". Tuttavia l'organo di vigilanza del Cosib ha ritenuto legittima la posizione del presidente.
    Federico intende così sollecitare i ministri "ad adottare iniziative normative che regolino le nomine ai vertici di enti pubblici. E ritengo doveroso alzare il livello di attenzione sulla vicenda perché la posizione di un'autorità di garanzia con il prestigio dell'Anac non può essere snobbata o restare lettera morta" (ANSA).
   

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