• Elica:Gerardo e Teresa presto genitori, ma lavoro a rischio

Elica:Gerardo e Teresa presto genitori, ma lavoro a rischio

Bimba nascerà a luglio, forse saremo disoccupati

(ANSA) - FABRIANO (ANCONA), 06 APR - "A luglio nascerà nostra figlia e potremmo essere senza lavoro". La riorganizzazione annunciata da Eliica spa, multinazionale di Fabriano, leader nel settore delle cappe aspiranti, è stata "una mazzata" per Gerardo Lovecchio e Teresa Fiorentini, marito e moglie, entrambi dipendenti Elica, 42 e 39 anni. Gerardo, pugliese d'origine, lavora da 21 anni in Elica, la moglie da 18 anni, prima a Serra San Quirico e poi a Mergo. L'azienda ha annunciato un piano che prevede 409 esuberi su 560 dipendenti totali del comprensorio, chiusura dello stabilimento a Cerreto D'Esi e delocalizzazione del 70% delle produzioni effettuate oggi nei siti di Fabriano, Cerreto e Mergo. Da vari giorni, anche a Pasqua e Pasquetta, i lavoratori sono riuniti in presidi davanti agli stabilimenti, "Qualche mese fa abbiamo avuto la bella notizia di una bimba in arrivo che nascerà a luglio, ma per allora potremmo entrambi aver già perso il lavoro" dicono Gerardo e Teresa. "Il nostro sogno era di mettere su famiglia, ma ora è difficile - spiega lui -. Mio padre, circa 30 anni fa ha fatto una battaglia sindacale all'Enichem, morto giovanissimo, e mai mi sarei sognato che sarebbe toccato anche a me rivivere le stesse situazioni. Ci siamo trasferiti a Fabriano per lavoro, prima mio fratello e poi io. Dopo avere conosciuto Teresa, la decisione di sposarsi perché "c'erano tutte le condizioni giuste. Quando, il 31 marzo scorso, sono arrivati i messaggi con le notizie sul piano strategico, siamo rimasti sconcertati, non potevo crederci. Abbiamo fatto uno sciopero spontaneo. Noi stavamo iniziando a scrivere il futuro". La coppia prova sconcerto, ma anche rabbia: "nel dicembre scorso, il management ci ha rincuorato affermando che dopo un anno difficile, il 2021 sarebbe stato diverso. E poi dopo tre mesi, le loro azioni sono andate esattamente dalla parte opposta. La delocalizzazione è divenuta lo spot di queste grandi aziende. Eppure, siamo noi lavoratori, operai, che abbiamo contribuito a rendere Elica una grande multinazionale. Abbiamo dato anima, cuore, passione, tanti anni della nostra vita, e ora ci siamo sentiti traditi.
    Dai vertici aziendali non si è tenuto conto di noi persone che non siamo numeri, non siamo solo matricole. Ci sono vite concrete dietro la parola esubero".
    Gerardo e Teresa non vogliono solo piangersi addosso: "vogliamo fare una lotta comune, senza lasciare nessuno indietro.
    Confidiamo nei sindacati e spero che la politica non faccia solo parole, ma i fatti. La logica del profitto non deve mai prevalere sulla dignità di ogni singolo lavoratore". L coppia lancia un appello "in primis ai vertici di Elica, riflettete bene, siate più coscienziosi e rivedete le vostre strategie e politiche aziendali, perché il futuro è sì dato dai numeri, ma si costruisce solo con le persone che ci lavorano. Noi tutti siamo i primi che vogliono far ripartire il Paese dal virus.
    Chiediamo anche al Governo di esserci vicino". (ANSA).
   

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