Lombardia

Droga: indagine Lombardia, diffusa sempre più tra i giovani

Metà dei consumatori sono giovani di età tra 16 e 24 anni

(ANSA) - MILANO, 29 GIU - Il Consiglio Regionale Lombardo ha dato il via libera ad un'indagine conoscitiva relativa al traffico di stupefacenti in Lombardia, legato anche al riciclaggio dei proventi in denaro da parte della criminalità organizzata. Relatrice in aula del provvedimento è stata il consigliere della Lega Selene Pravettoni, componente della commissione speciale Antimafia al Pirellone.
    "L'indagine - spiega Pravettoni -, non solo fotografa l'attuale situazione lombarda sul traffico di stupefacenti e le pesanti conseguenze che ne derivano, ma fornisce anche delle linee guida sulle possibili soluzioni concrete da intraprendere per arginare il fenomeno".
    Ciò che emerge, è che la droga riguarda tutte le classi sociali e che la metà dei consumatori sono giovani di età compresa tra 16 e 24 anni. Il 45% ha tra 25 e 55 anni. C'è poi un 3% di giovanissimi di 14-15 anni e persino alcuni casi di bambini con meno di 10 anni. Si è scoperto, inoltre, che il mercato delle droghe sta rapidamente cambiando con l'introduzione di nuove sostanze che si affiancano agli stupefacenti classici, con l'aggravante che anche piccolissime dosi possono essere letali.
    La nuova piazza di spaccio poi, è diventata il web, con nuove modalità di consegna con servizio delivery che la pandemia ha inevitabilmente accelerato. Infine, è emerso che l'universo degli stupefacenti è gestito soprattutto dalla criminalità organizzata con un aumento esponenziale della mafia straniera.
    In particolare, quella albanese e nigeriana si sta rapidamente affiancando nello spaccio di stupefacenti alla mafia autoctona.
    "È fondamentale - conclude Pravettoni - fare sistema con tutti gli attori coinvolti, dalle Ats, alle comunità, alle forze dell'ordine e fare formazione nelle scuole anche attraverso personale specializzato".
    "La problematica del traffico di sostanze e alcune declinazioni del problema della tossicodipendenza ad esso collegate non possono essere relegate solo agli operatori del settore sanitario o di quello di polizia: occorre la collaborazione di ciascuno", ha commentato l'assessore regionale alla Sicurezza, Riccardo De Corato. (ANSA).
   

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