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Piatti e Madonne, Palazzo Venezia racconterà il "fare" italiano

De Lucchi firma allestimento. Franceschini "Storia di riscatto"

(ANSA) - ROMA, 28 APR - Dalle testimonianze archeologiche al Novecento passando per un tesoro di oggetti medievali, Madonne del Quattrocento, raffinati bronzi, rarissime ceramiche, vetri, armi, armature, oggetti sacri, stoffe. Con un allestimento firmato da Michele De Lucchi, torneranno a vivere a Palazzo Venezia, grazie all'incredibile quantità di tesori della collezione per anni confinati nei depositi, le fastose sale del piano nobile, il nucleo più antico del palazzo che Pietro Barbo, poi diventato papa Paolo II, aveva voluto per la sua residenza.
    "Vogliamo diventi un luogo del fatto in Italia", spiega Edith Gabrielli, direttrice del complesso che riunisce il Vittoriano e Palazzo Venezia (Vive) presentando il progetto con De Lucchi e il ministro della cultura Dario Franceschini.
    E molto in questo percorso, che vedrà la luce per gradi con una fine lavori prevista entro il 2023, si focalizza proprio sull'oggetto d'arte, sul prodotto delle capacità manuali.
    "Quello che voglio mettere in evidenza è proprio la seduzione degli oggetti - sottolinea De Lucchi - vogliamo rendere evidente la connessione tra competenze e talento, l'artigianato italiano che tutto il mondo ci invidia". Per Franceschini, che a Palazzo Venezia dedicò una delle sue prime visite da ministro, anche una storia di riscatto: "Gli splendidi pavimenti in marmo, che vedete, erano coperti dalla moquette. Ne chiesi il motivo e scoprii che era stato fatto per nascondere i fasci littori lasciati in alcune di queste sale da Mussolini. L'idea di lavorare per favorire una riscoperta di Palazzo Venezia nacque da lì". Nel futuro del complesso museale, ricorda poi il ministro, c'è l'idea di un collegamento tra i due monumentali palazzi grazie alla fermata della metro che si prevede di realizzare.
    Quando? "Non dipende da me, non è nelle mie competenze", risponde Franceschini, che aggiunge "di certo Piazza Venezia non potrà rimanere a lungo una aiuola spartitraffico, l'ho detto anche per la piazza del Colosseo ma la riqualificazione urbana è competenza del Comune". Un tema, fa notare, che è comunque parte delle interlocuzioni tra MiC e Campidoglio. (ANSA).
   

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