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Da Savall a Argerich e Bollani, torna il Bologna Festival

Da Savall a Argerich e Bollani, torna il Bologna Festival

Dal 2 aprile 72 appuntamenti di concerti sinfonici e da camera

BOLOGNA, 11 febbraio 2023, 14:55

Redazione ANSA

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Settantadue appuntamenti, da aprile a novembre, per la 42/a edizione di Bologna Festival composta come di consueto da un ciclo dedicato ai grandi interpreti e uno ai giovani Talenti, da quello autunnale che mette a confronto la musica d'oggi con quella antica, da presentazioni di libri e introduzioni ai concerti, senza dimenticare la formazione.
    Tanti i nomi di prestigio internazionale che si alterneranno sul palcoscenico dell'Auditorium Manzoni, a partire da Jordi Savall a capo de Le Concert des Nations per proporre ben tre Stabat Mater, quelli di Charpentier, di Scarlatti e di Pergolesi (2/4); l'Academy of St. Martin in the Fields, che torna dopo molti anni con l'estro e il suono cristallino del pianista Seong-Jin Cho per due concerti di Mozart e Chopin (18/5); Philippe Herreweghe e la sua Orchestre de des Chamos Elysée con una insolita Eroica di Beethoven; Les Musiciens du Louvre col suo fondatore Marc Mincowski per le ultime tre sinfonie di Mozart; e la "scommessa" della nuova Peace Orchestra Project, che si sta formando in queste settimane, diretta da Riccardo Castro con la presenza prestigiosissima di Martha Argerich, madrina del progetto e amica di Bologna Festival, che suonerà il concerto per due pianoforti di Poulenc assieme al giovane Federico Gad Crema.
    I concerti solistici vedranno protagonisti Stefano Bollani con le sue improvvisazioni di solo piano e, ancora pianoforte, Angela Hewitt per i suoi apprezzatissimi Bach e Scarlatti. Non mancherà poi il canto con il mezzosoprano Ann Hallenberg accompagnata dal Concerto de' Cavalieri e una maratona dedicata a Robert Schumann con un quintetto di cameristi capitanato dalla violinista Isabelle Faust, altra presenza amica della manifestazione.
    Al palinsesto tradizionale, Bologna Festival affianca i laboratori nel carcere minorile del Pratello, eredità di quello che fu il progetto Papageno di Claudio Abbado. Per questa edizione, forte del maggior sostegno delle istituzioni pubbliche e di quello di numerosi sponsor privati, Bologna Festival ha annunciato una diminuzione del costo dei biglietti.
   

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