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A scuola senza cellulare: 'Così i ragazzi parlano tra loro'

A scuola senza cellulare: 'Così i ragazzi parlano tra loro'

La rettrice: 'Sono dipendenti, la maggior parte accetta la sfida'

BOLOGNA, 14 settembre 2022, 14:56

Redazione ANSA

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- RIPRODUZIONE RISERVATA

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"Sono appena tornata da un giro per i corridoi della scuola durante la ricreazione ed è uno spettacolo vedere che finalmente non ci sono 530 ragazzi con gli occhi piegati sui loro smartphone a mandare dei messaggi o vedere TikTok, ma 530 ragazzi che parlano tra loro, fanno merenda, si raccontano che cosa è accaduto nelle ore prima. Loro sono dipendenti dagli smartphone e questa dipendenza li porta sempre da un'altra parte, non riescono a vivere l'esperienza della bellezza degli sguardi e del vivere insieme". A dirlo all'ANSA è la rettrice delle scuole Malpighi di Bologna, già sottosegretaria all'Istruzione durante il governo Monti, Elena Ugolini, che a Bologna ha lanciato l'iniziativa, condivisa con il collegio dei docenti e con il preside del liceo Malpighi Marco Ferrari, di vietare l'utilizzo dei cellulari durante le ore passate a scuola sia ai ragazzi (anche per la ricreazione) che agli insegnanti.

"Pensavo che la prendessero peggio - ha proseguito Ugolini - ma i ragazzi sono disposti ad accettare sfide quando ci sono delle ragioni. Basti pensare che noi in media attiviamo il nostro cellulare 84 volte al giorno e digitiamo per 2.700 volte al giorno, è chiaro che viviamo sempre in questa dimensione". Una scelta presa "anche confortati da studi di neuroscienze che evidenziano come noi facciamo un grande danno ai nostri figli e ai nostri studenti quando li lasciamo in balia di certi strumenti continuamente. E il danno è che passano dal desiderio alla dipendenza, non sono più liberi, sono meno creativi".

"Quest'anno - ha proseguito - ricominciamo finalmente in presenza senza mascherina e alcuni ragazzi, come quelli della terza liceo, li vediamo per la prima volta senza mascherina. Non avevamo mai visto i loro sorrisi e vogliamo goderci fino in fondo la possibilità della presenza". Nella chat condivisa con una rete di altre 27 scuole su 11 Regioni, Ugolini racconta di avere ricevuto "messaggi di incoraggiamento e l'espressione del desiderio di attivare questo tipo di progetto".

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