Venezia, le Procuratie Vecchie aprono al pubblico dopo 500 anni

Generali presenta il restauro dell'edificio iconico a San Marco

di Michele Galvan VENEZIA

VENEZIA - Venezia vista da lassù, da dove nessuno l'ha mai osservata in 500 anni. Le Procuratie Vecchie, che corrono dalla Torre dell'Orologio al Museo Correr, erano il luogo da cui nella Serenissima i potenti Procuratori di San Marco scrutavano la città. Punto visuale straordinario e 'impossibile', che dopo mezzo secolo diventa ora accessibile al pubblico, e aperto alla città. Il merito è delle Assicurazioni Generali, che qui hanno sede da 190 anni e che, proprietarie di gran parte dell'immobile, hanno sostenuto un restauro di 5 anni delle Procuratie, curato dall'architetto inglese David Chipperfield. Non è solo però il recupero di un monumento. Le Procuratie saranno anche un hub globale per iniziative sociali. Tutto il terzo piano è diventato la casa di 'The Human Safety Net', (Thsn),la fondazione della compagnia del Leone che punta a liberare il potenziale delle persone vulnerabili, per migliorarne le condizioni di vita. Lo scopo, ha spiegato il Ceo group di Generali, Philippe Donnet, "è aiutare le persone in stato di grande vulnerabilità, specie famiglie, bambini e rifugiati". Il manager ha sottolineato come ci sia "sempre più necessità dell'impegno della compagnia e di tutti quelli che hanno voglia di far parte di questo progetto. The Humans Safety Net è una rete di persone che hanno voglia di aiutare altre persone.". Al terzo piano è ospitata anche l'esposizione "A World of Potential", curata da Orna Cohen di Dialogue Social Enterprise. Offre ai visitatori un'esperienza personalizzata di The Human Safety Net, del suo scopo e del suo lavoro per le persone svantaggiate in 23 Paesi. Il percorso invita anche i visitatori a connettersi con il potenziale personale, esplorando i propri punti di forza caratteriali.     All'altra estremità delle Procuratie, The Hall è il nuovo auditorium che ospiterà simposi, congressi ed eventi che abbiano come missione obiettivi di sostenibilità. Al centro del terzo piano, The Hub, è invece uno spazio di co-working in cui i team di Thsn, le Ong partner, i beneficiari dei programmi e i volontari potranno incontrarsi e collaborare. La direzione artistica del terzo piano è curata da Davide Rampello, il design degli interni, l'allestimento, la grafica e la multimedialità da Migliore+Servetto. In una Venezia primaverile e già invasa da turisti, è toccato a circa 300 invitati selezionati scoprire cosa si celava dietro le 100 finestre delle Procuratie. "Da tempo aspettavamo questo momento. Questa piazza è tra le più famose al mondo e non sapevamo cosa ci fosse dietro la facciata. Ora lo sappiamo", ha detto David Chipperfield. Con i vertici del Leone - il ceo Donnet, e il presidente Gabriele Galateri - anche una parata di ministri (Dario Franceschini, Renato Brunetta, Massimo Garavaglia), il sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, e il presidente del Veneto, Luca Zaia. Dentro al palazzo, tutti stregati dalla vista meravigliosa della Piazza dall'alto - attraverso finestre ovoidali quasi a raso con il pavimento - e dalla spettacolare terrazza che guarda sulle vicine cupole di San Marco e il Campanile.     "E' un recupero straordinario, in luogo così simbolico, che mostra come può essere piena la collaborazione tra pubblico e privato" ha detto il ministro Franceschini. Il palazzo all'epoca dei Procuratori di San Marco rappresentava il potere politico, del Doge. La piazza di oggi è quella rifatta alla fine del XII, dal Doge Sebastiano Ziani , che dopo aver interrato un rio e l'odierna Piazzetta diede all'area le grandi dimensioni attuali. All'inizio del XVI iniziarono lavori di ripristino, che si estesero dopo un grande incendio, nel 1512.     Ai progetti lavorarono gli architetti Scamozzi e Codussi, che consegnarono a Venezia le sue prime Procuratie; all'epoca un complesso enorme: 152 metri di lunghezza, 50 arcate e 100 finestre. Dopo la caduta dei Dogi, il luogo trovò una nuova funzione nel 1832 con le Generali, che si insediarono nelle Procuratie affittando le prime due stanze, e nel tempo ne acquisirono la quasi totalità. Una giornata di festa per Generali, di cultura e di progetti di inclusione. Sono rimaste fuori dalla porta le tensioni per il rinnovo della governance della Compagnia. "Cosa succede il 29 aprile? Che c'è l'assemblea. Il messaggio agli azionisti è 'venite in assemblea' è stato l'unico commento del presidente Galateri.

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