Artissima 2019 tra desiderio e censura

Kermesse torna a Torino con 208 gallerie, 62% sono straniere

Redazione ANSA TORINO

TORINO - 'Desiderio/censura'. A questa bipolarità in cui l'arte e la società si sono sempre dibattute, è dedicata la 26esima edizione di Artissima, fiera d'arte contemporanea che torna a Torino dal primo al 3 novembre. Il 62% degli espositori sono stranieri, a conferma del successo e della vocazione internazionale della kermesse, che ha il cuore all'Oval ma presenta eventi in numerosi spazi cittadini.
    Le gallerie, provenienti da 43 Paesi, sono 208; oltre 50 i curatori e direttori di musei di tutto il mondo nelle giurie e iniziative speciali della fiera, che si articola in 7 sezioni.
    Fra le novità Hub Middle East, focus sulle gallerie attive in questa parte del mondo, Artissima Telephone, kermesse alle Ogr sul telefono come mezzo artistico, e Abstract Sex progetto espositivo sul tema del desiderio. Fra gli eventi quello dedicato a 'The Italian Job' che, nei giorni della Brexit, porta a Torino dall'Inghilterra un bus ispirato al film e che potrebbe veder arrivare in fiera il suo protagonista, Michael Caine.

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