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Attesa e distacco. Il tempo sospeso di Giorgio Morandi

Attesa e distacco. Il tempo sospeso di Giorgio Morandi

Alla Galleria De Luca di Roma i capolavori dipinti in 40 anni

ROMA, 30 aprile 2022, 16:32

(di Luciano Fioramonti)

ANSACheck

- RIPRODUZIONE RISERVATA

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L'importanza della sospensione, la necessità dell'attesa, il bisogno di distacco. Giorgio Morandi ha vissuto l' esperienza di due guerre trasferendo nelle sue nature morte la disillusione, il tramonto delle certezze, la perdita di riferimenti. A raccontare un artista costantemente ''sull' orlo'', alla ricerca di un equilibrio e di una armonia della forma è la galleria Mattia De Luca di Roma con la mostra ''Il Tempo sospeso'', che riunisce una quarantina di lavori tra dipinti e grafica realizzati dal pittore bolognese in 40 anni di attività, tra gli Anni venti e i primi anni Sessanta. Le belle sale al piano terra di Palazzo Albertoni Spinola accolgono fino al 2 luglio le opere di collezionisti privati, pochissime delle quali in vendita, selezionate da Marilena Pasquali, fondatrice e direttrice del Centro Studi Giorgio Morandi. "Mettere il reale tra parentesi per riuscire a viverlo. Prendere le distanze dal mondo per poterlo abitare, per accettarlo senza perdere autonomia di pensiero e umanità di comportamento. In questo sta la sua forza - spiega la curatrice -. Per arginare la deriva dell'umano il pittore ricerca un ordine mentale, una materia che si fa luce, senza tuttavia cancellare il brivido del dubbio che si ritrova in ogni sua immagine, trasformato in attesa, sospensione, con immagini in apparenza così 'neutrali' e in realtà così forti, così vuote di uomini e così colme di umanità''. Morandi appare così sempre ''sulla soglia di un tempo e di un mondo che stanno cambiando a grande velocità, e come tale oggi è più che mai necessario''.
    Mattia De Luca, il giovane gallerista che da quattro anni anima il raffinato spazio espositivo in piazza Campitelli con appuntamenti riservati all' arte del Novecento e ai contemporanei, ha maturato l' idea della mostra proprio durante il primo lockdown. ''Il malessere vissuto in quei giorni - dice all' ANSA - mi ha fatto guardare Morandi con un altro occhio.
    Mi comunicava una sensazione di sospensione, cose se qualcosa si fosse fermato e in quel momento il mondo era così. Il tempo sospeso, due anni di disastro e ora la guerra… abbiamo scelto opere che rispecchiano appunto, la tristezza, l' indecisione, la paura, e poi la luce, la rinascita, i colori quando i brutti momenti passano''. ''Non ci siamo accontentati dei quadri già noti - aggiunge Pasquali -. Molte di queste opere sono state viste pochissimo.
    C' è un paesaggio del 1934 esposto l' ultima volta nel 1973 a Roma alla Galleria Nazionale nella mostra curata da Cesare Brandi''. Tra le opere, caratterizzate dai toni tenui, in due quadri del 1938 e del 1939 spicca un rosso inusuale. Furono presentati alla Terza Quadriennale di Roma, spiega la curatrice, alla quale Morandi venne invitato per allestire una sua sala con 51 opere. Fu quella l' unica volta in cui si impegnò per cercare tra i collezionisti i suoi quadri da esporre e dipinse alcune opere nuove, tra cui appunto queste due tele con colori forti.
    Sulla sala di Morandi si scatenò un dibattito che durò due anni, tra chi ne apprezzava il valore e i suoi detrattori, in particolare gli astrattisti. Morandi ebbe il secondo premio (il primo andò ad un altro artista bolognese) e da allora non mosse più un dito per una sua mostra.
    Le quotazioni delle opere di Morandi oscillano, in generale, tra ottocentomila euro e un milione e 200 mila euro.
    Recentemente, però, due aste hanno contribuito a spingere il mercato verso l' alto, la prima a novembre scorso a Milano da Sotheby's con una natura morta del 1947 battuta per un milione e 800 mila euro, l' altra quindici giorni dopo a Londra dove un dipinto del 1954 è stato assegnato per due milioni e 900 di sterline, tre milioni e mezzo di euro. La mostra ''Il tempo Sospeso'' in autunno avrà un seguito nella sede della galleria a New York con una esposizione antologica più ampia, intitolata appunto 'On the edge', accompagnata da una ricca selezione di lavori su carta.
   

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