Pizzamania a Berlino e finalmente la pizza è diventata "quella vera"

Gli indirizzi più hot; Malafemmena vince con tutto Dop

di Francesco Bongarrà Berlino

BERLINO - A Berlino la pizza si trova da sempre; ma ultimamente nella capitale tedesca la pizza è diventata pizza vera. Con la passione per il forno a legna e per gli ingredienti originali: possibilmente 'made in Campania' e preparati da pizzaioli campani.

Uno dei ritrovi storici per gli amanti della pizza a Berlino è il Casolare a Kreuzberg, dove impasto e impegno politico (a sinistra) producono una buona pizza dalla base sottile, più vicina a quella romana, gustata in un locale sempre affollato e caotico. Più ampio, con spazi che ricordano più una mensa aziendale, è il secondo locale aperto dagli stessi gestori del Casolare a Prenzlauer Berg, I due forni: stessa pizza, stessi prezzi ma meno atmosfera.

Sempre a Prenzlauer Berg c'è Papà Pane di Sorrento, salita alla ribalta qualche anno fa. E dal 2014 nel quartiere più trendy della capitale tedesca c'è la Magica, tutta gialla e rossa in onore alla Roma, e Pizzeria Standard, che la pizza la fa napoletana e che piace tanto "alla gente che piace" e che vive prevalentemente nell'unico quartiere i cui palazzi sono stati risparmiati prima dai bombardamenti della guerra e poi dal modernismo degli architetti della Germania comunista.

A Kreuzberg, poi, c'è Masaniello, storicamente gestita da Pasquale che la pizza la fa "napoletana e basta".

Ma la vera sorpresa a Berlino è rappresentata da Malafemmena, che ha aperto solo ai primi di maggio a Fridenau, un quartiere occidentale della città, e che oggi serve probabilmente la miglior pizza della capitale tedesca. Viene cotta con i forni valoriani sulla brace in base ad un progetto di "+39', l'associazione fondata dal pizzaiolo ischitano Luca Di Massa per tutelare la originalità del prodotto nel mondo. Il "motore" di questa fucina "campana e basta", il cui motto "In bufala we trust" si legge in una scritta luminosa azzurra che campeggia su un muro di mattoni che fa tanto New York, è Emmanuele Cirillo, un trentatreenne di Torre Annunziata che, dopo aver lavorato per anni in Italia come direttore di produzione in una nota società di casting musicale ha deciso di "passare l'Alto Adige, come diceva Totò", portandosi appresso un giovane pizzaiolo che si è formato a 'La Notizia' e da 'Di Napoli', pizzerie 'cult' per gli appassionati a Napoli, ed un cuoco salernitano. "I friarielli - racconta Emmanuele - arrivano da Somma Vesuviana; la farina è del mulino Caputo; la mozzarella di bufala in busta viene da Battipaglia ed il fiordilatte dalla Costiera sorrentina. Utilizziamo solo ingredienti dop e non ci serve altro: ce lo conferma la gente che viene". E che mangia, oltre alle pizze condite anche con il pomodoro piennolo rosso e giallo e con la scarola, paccheri, pasta cozze e fagioli, montanare e polipetti alla luciana". Berlino, sottolinea Cirillo, non è un mercato facile, anche per la burocrazia con cui i ristoratori devono confrontarsi. "Ma si lavora bene perchè la gente vuol mangiare bene. E da noi cerchiamo di farglielo fare sempre".

Negli ultimi anni c'è stato, poi, il trionfo delle pizzerie al taglio. Qui è Schoeneberg che impera, con uno degli indirizzi storici berlinesi - Dolce Pizza - e una new entry, Garda Pizza.

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