Scoperti microrganismi fossili di 3,4 miliardi di anni fa

Utili a ricostruire l’origine della vita sulla Terra e a cercare vita su Marte

Davide Patitucci

Scoperti in Sudafrica microrganismi fossili che risalgono a 3,4 miliardi di anni fa. Dall’aspetto filamentoso, vivevano nel sottosuolo, probabilmente grazie al metano, all’interno di un sistema idrotermale sotto la superficie del mare. La ricerca è pubblicata sulla rivista Science Advances ed è stata coordinata da Barbara Cavalazzi, dell’Università di Bologna. Vi hanno partecipato la Fondazione Bruno Kessler, l’Istituto Nazionale di Ricerca Metrologica (Inrim) di Torino e l’Università di Torino.

Tutte le analisi indicano che si tratta dei più antichi fossili di Archaea, batteri primitivi che vivono ancora oggi in alcuni degli ambienti più estremi della Terra, proibitivi per altri organismi, come sorgenti idrotermali o laghi salati. La scoperta potrebbe aiutare a comprendere le origini della vita sulla Terra, che potrebbe essere nata proprio in habitat protetti del sottosuolo, e la ricerca di primitive forme di vita microbica su altri pianeti.


La roccia in cui sono stati rinvenuti i microrganismi fossili (fonte: Cavalazzi et al. 2021)

La ricerca nasce dall’analisi di campioni rinvenuti all’interno di due sottili strati di roccia prelevati da una località nel Sudafrica orientale, vicino al confine con l’Eswatini e il Mozambico, la cosiddetta Barberton greenston belt, dove affiorano rocce sedimentarie tra le più antiche e meglio conservate della Terra.

Queste strutture filamentose, spiega all’ANSA Cavalazzi, “sono i più antichi e meglio documentati microrganismi vissuti nel sottosuolo. Si tratta di esemplari di microbi fossili straordinariamente ben conservati, che erano probabilmente diffusi lungo le pareti di cavità create, diversi metri sotto il livello del mare, da flussi di acqua calda animati da sistemi idrotermali sotterranei. Potrebbe trattarsi - precisa la studiosa - della prima testimonianza di Archaea fossili risalenti al periodo in cui la vita emerse per la prima volta sul nostro Pianeta”.

Ricostruzione dei microrganismi fossili vecchi di 3.4 miliardi di anni (fonte: Cavalazzi et al 2021)

Per Cavalazzi, “la vita nel sottosuolo è, infatti, molto importante. Alcuni dei primi ecosistemi della Terra sono, infatti, nati probabilmente in ambienti sotterranei, alimentati dall’attività vulcanica: quelle che abbiamo trovato sono le più antiche testimonianze mai rinvenute di questo tipo di ambienti”.

Ma c’è anche un’altra ragione per cui questi habitat dovrebbero essere maggiormente studiati, secondo gli autori della ricerca. “Possiamo, infatti, considerarli - conclude Cavalazzi - ottimi analoghi per Marte, una nuova frontiera per l’esplorazione astrobiologica del Pianeta rosso”.

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