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Una scia di gas dal nuovo intruso del Sistema Solare

Una scia di gas dal nuovo intruso del Sistema Solare

E' nella chioma della cometa interstellare

06 ottobre 2019, 08:27

Redazione ANSA

ANSACheck

Rappresentazione artistica di Oumuamua, il primo intruso del Sistema Solare (fonte: ESA/HUBBLE, NASA, ESO, M. KORNMESSER) - RIPRODUZIONE RISERVATA

Rappresentazione artistica di Oumuamua, il primo intruso del Sistema Solare (fonte: ESA/HUBBLE, NASA, ESO, M. KORNMESSER) - RIPRODUZIONE RISERVATA
Rappresentazione artistica di Oumuamua, il primo intruso del Sistema Solare (fonte: ESA/HUBBLE, NASA, ESO, M. KORNMESSER) - RIPRODUZIONE RISERVATA

Nella chioma del nuovo intruso del Sistema Solare, arrivato dallo spazio interstellare dopo la cometa Oumuamua, c'è un gas: è una forma di cianuro composta da carbonio e azoto. Chiamata cianogeno, questa sostanza si trova spesso anche nella coda delle comete finora note e indica che l'intruso arriva da un sistema planetario non molto diverso dal nostro. Pubblicata sul sito ArXiv, che ospita articoli che non hanno ancora superato la revisione della comunità scientifica, la ricerca è coordinata dall'italiano Marco Micheli, del Centro di ricerca sui corpi celestri vicini alla Terra, i Neo (Near Earth Objects) dell'Agenzia Spaziale Europea (Esa) a Frascati e dell'osservatorio di Roma dell'Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf), e da Colin Snodgrass dell'universita' di Edimburgo.

"Il cianogeno è molto frequente e facilmente osservabile anche nelle normali comete del Sistema Solare. Pertanto ci dice che questo oggetto, pur essendo originato in un sistema planetario diverso dal nostro, ha una composizione simile alle nostre comete e quindi si è probabilmente formato con lo stesso meccanismo fisico, e in un ambiente simile".


La cometa 21/Borisov (fonte: GEMINI OBSERVATORY/NSF/AURA)

 

La cometa, chiamata 2I/Borisov, ha un diametro di circa 16 chilometri ed e' stata scoperta il 30 agosto 2019 dall'astronomo Gennadiy Borisov dell'osservatorio Margo di Nauchnij, in Crimea. Da allora, molti astronomi l'hanno studiata per individuarne la composizione e scoprire i processi fisici e chimici coinvolti nella formazione degli altri sistemi planetari. Il nuovo intruso infatti rappresenta un'occasione preziosa, dal momento che con Oumuamua non era stato identificato il materiale emesso.

Osservando la cometa 2I/Borisov con il telescopio William Herschel (Wht), nelle Isole Canarie, gli astronomi hanno confermato che mentre viene riscaldata dal Sole emette gas. Analizzando le lunghezze d'onda dei gas emessi e' stato quindi identificato il cianogeno. Altre sorprese sulla composizione della cometa potrebbero arrivare dalle prossime osservazioni  in programma all'inizio di dicembre, quando la cometa sarà più vicina al Sole e aumenterà l'emissione di gas.

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

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