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La lotta per le donne si allarga ai pianeti del Sistema solare

La lotta per le donne si allarga ai pianeti del Sistema solare

Pochi nomi astronomici al femminile, appello per cambiare i criteri

21 novembre 2023, 11:40

di Elisa Buson

ANSACheck

Donne ancora poco rappresentate dalla nomenclatura astronomica (fonte: Pixabay) - RIPRODUZIONE RISERVATA

Donne ancora poco rappresentate dalla nomenclatura astronomica (fonte: Pixabay) - RIPRODUZIONE RISERVATA
Donne ancora poco rappresentate dalla nomenclatura astronomica (fonte: Pixabay) - RIPRODUZIONE RISERVATA

Le donne continuano a essere dimenticate anche in astronomia: a loro è stato dedicato solo il 2% dei crateri di Luna e Marte, meno del 12% dei crateri di Mercurio, mentre per quanto riguarda Venere (unico pianeta per cui si è deciso di utilizzare esclusivamente nomi femminili) solo il 38% dei crateri è stato dedicato a donne reali e non a figure inventate o mitologiche. Lo dimostra un'analisi pubblicata su Nature Astronomy dalla geologa planetaria Annie R. Lennox, che per combattere questa "occupazione maschile dello spazio" lancia un appello all'Unione Astronomica Internazionale affinché renda più inclusivi i criteri per la denominazione delle caratteristiche superficiali dei pianeti.

"In modo frustrante - scrive la giovane ricercatrice - gli elementi delle attuali convenzioni cristallizzano le ingiustizie storiche e contribuiscono alla mancanza di diversità nella nomenclatura. Questo è un esempio di come la sottorappresentazione sistemica e la sottovalutazione delle donne e dei gruppi emarginati si manifesti nei sistemi scientifici odierni". E aggiunge ancora: "sebbene il processo di denominazione avvenga principalmente per necessità scientifiche e non per commemorare un individuo, chi è rappresentato conta. I valori comunitari sono incorporati nella nostra nomenclatura e la diversità e l’inclusione sono ora in prima linea nella comunità scientifica, quindi perché tolleriamo convenzioni di denominazione che perpetuano una mancanza di diversità?".

Lennox non chiede un'ampia revisione degli attuali nomi delle caratteristiche planetarie, ma piuttosto auspica che vengano cambiante le convenzioni in vista delle nuove scoperte che arriveranno con le attuali e future missioni spaziali, in modo da affrontare un problema di sottorappresentanza che non riguarda soltanto il genere femminile. Proprio per capire meglio quali persone e culture sono state 'dimenticate' dalla nomenclatura astronomica, la ricercatrice ha già organizzato una serie di hackathon volti ad analizzare i nomi dati alle caratteristiche del Sistema solare.

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