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Un italiano su 2 riconosce l'alto valore sociale degli infermieri

Un italiano su 2 riconosce l'alto valore sociale degli infermieri

Il 12 maggio la giornata internazionale. La Fnopi: 'In Italia ne mancano 65mila infermieri ma pochi si laureano'

ROMA, 12 maggio 2023, 15:33

Redazione ANSA

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Foto di archivio - RIPRODUZIONE RISERVATA

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Un italiano su due ha ben chiaro il ruolo dell'infermiere, di cui riconosce l'alto valore sociale. Per quasi quattro persone su dieci ha un importante rilievo anche il gravoso impegno fisico e mentale legato alla professione infermieristica. È quanto emerge da una ricerca demoscopica del sindacato degli infermieri Nursind e di Swg, che ha coinvolto 800 cittadini e commissionata in occasione della Giornata internazionale dell'infermiere del 12 maggio, nella quale si celebrano anche i 25 anni del sindacato. I turni di lavoro sono indicati come il principale fattore negativo dal 40% dei cittadini, mentre il 39% ne evidenzia il gravoso impegno fisico e mentale. Inoltre, soprattutto i giovani non vedono di buon occhio il percorso di studi, troppo lungo per il 18%, soprattutto in rapporto alla scarsa autonomia decisionale in ambiente lavorativo, denunciata sempre dal 18% dei ragazzi.

C'è poi il nervo scoperto dell'appetibilità della professione: oltre 2 italiani su 3 supporterebbero la scelta di una persona cara di iscriversi al corso di laurea in Infermieristica, ma il dato, come evidenzia Swg, è in sensibile calo rispetto all'indagine Censis condotta nel 2012: -15%, che diventa -18% tra i più giovani. Le basse retribuzioni, infine, sono una piaga per il 58% degli italiani. Vi è poi la contrarietà espressa dal 40% degli intervistati rispetto all'esercizio della libera professione, che secondo il segretario Nursind Andrea Bottega "tradisce un attaccamento della gente alla sanità pubblica e alle sue figure di riferimento. Non a caso, infatti, oltre metà del campione non esclude più autonomia decisionale e maggiori competenze per gli infermieri e il 62% fruirebbe anche delle nostre prestazioni a pagamento. A dimostrazione di una professionalità ampiamente riconosciuta e percepita, soprattutto su prestazioni e medicazioni che non abbiano a che fare con diagnosi e prescrizioni terapeutiche".

"Nella giornata internazionale dell'infermiere desidero esprimere la mia gratitudine a tutti coloro che negli ospedali, nelle strutture assistenziali e sociosanitarie, nelle Rsa o a domicilio, con grande abnegazione si prendono cura delle persone fragili. Il loro quotidiano supporto professionale e umano è fondamentale e lo hanno dimostrato anche nel corso della grave pandemia Covid. A tutti loro giunga la mia sincera riconoscenza". Così il presidente del Senato Ignazio La Russa.

"Grazie a tutto il personale infermieristico che dedica la propria vita a prendersi cura degli altri con passione, competenza e dedizione. Il vostro lavoro è prezioso e indispensabile per la salute e il benessere di tutti noi". Lo scrive su facebook il Presidente della Camera, Lorenzo Fontana, in occasione della Giornata internazionale dell'infermiere.

"Oggi è la Giornata Internazionale dell'Infermiere dedicata a chi presta servizio in ospedali, strutture sanitarie e socio sanitarie, al domicilio, a volte in ambienti complessi, magari nel corso di situazioni difficili o emergenze, ma sempre con la massima professionalità e cura per i pazienti. Grazie a tutti gli infermieri che ogni giorno affrontano turni faticosi, tensioni e qualche volta anche aggressioni o violenze fisiche e verbali". Lo scrive in un post su fb la ministra per le Disabilità Alessandra Locatelli. "Dal profondo del mio cuore - aggiunge - grazie ad ognuno di voi per quello che fate, per il vostro coraggio e per la capacità di restare accanto alle persone che soffrono di più e che spesso si sentono sole".

Barbara Mangiacavalli, presidente della Federazione nazionale degli Ordini degli Infermieri, siega che in Italia mancano 65.000 infermieri e di questi almeno 20.000 sono gli infermieri di famiglia e di comunità, previsti dagli standard previsti dal Pnrr per il riordino dell'assistenza sanitaria territoriale. Ma ne mancano anche negli ospedali, nei triage, nelle rsa e negli hospice".  Sono circa 456.000 gli infermieri iscritti agli ordini e, di questi, oltre 280.300 sono assunti a tempo indeterminato. Il paradosso, precisa Mangiacavalli, è che "negli ultimi due anni "sono aumentati i posti disponibili per il corso di laurea infermieristica ma in alcune università molti non sono stati assegnati. Questo accade perché si tratta di una laurea non attrattiva, per una professione poco remunerata e molto faticosa, con poche possibilità di carriera".

Gli infermieri in Italia ricevono i compensi tra i più bassi d'Europa e le condizioni di lavoro sono inadeguate sotto tutti gli aspetti: quasi il 60% degli dichiara, soprattutto dopo la pandemia, di non avere ancora accesso a supporti psicologici. Quasi l'80% ha un percorso accademico post-base, mentre c'è la necessità di maggiori percorsi accademici per valorizzare le competenze. Per questo, chiede Fnopi,"serve un percorso formativo clinico-specialistico che apra alla crescita professionale e renda più attrattiva la professione". Anche di questo si discuterà, dal 12 al 14 maggio a Bergamo e Brescia, all'evento "Il talento degli infermieri", che farà il punto sul presente e il futuro di questa figura. Momenti di riflessione si terranno nel luogo simbolo dell'emergenza pandemica, emergenza che ha messo ancora più in evidenza il ruolo dell'infermiere, grazie al rapporto di fiducia creato con gli assistiti, nei momenti più duri del Covid-19. "Arte e Scienza in evoluzione" è lo slogan scelto quest'anno dalla Fnopi per festeggiare il 12 maggio, giorno della nascita di Florence Nightingale, fondatrice dell'assistenza infermieristica moderna.

 

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