Covid, 21mila contagi e 49 vittime. Il tasso è al 13,9%

Il monitoraggio settimanale, cresce l'incidenza a 215, Rt stabile a 0,91

Redazione ANSA ROMA

Sono 21.085 i nuovi contagi da Covid registrati nelle ultime 24 ore, secondo i dati del ministero della Salute. Ieri i contagiati erano 22.527. Le vittime sono 49, in calo rispetto a ieri (60). Il tasso è al 13,9% in lieve aumento rispetto al 13,6% di ieri.

Il totale dei casi di Covid rilevati dall'inizio della pandemia in Italia è di 22.262.452. E' quanto emerge dal bollettino del ministero della Salute. Sono 134 i pazienti ricoverati in terapia intensiva, 4 in meno di ieri nel bilancio tra entrate e uscite, mentre gli ingressi giornalieri sono 15. I ricoverati nei reparti ordinari sono invece 3.313, in calo di 37 rispetto a ieri. Gli attualmente positivi sono 416.766, rispetto a ieri 4.031 in più. Dimessi e guariti sono 21.668.862 (+17.003) mentre il totale dei decessi dall'inizio della pandemia è di 176.824.

Secondo i dati del monitoraggio settimanale sull'andamento del Covid in Italia diffusi dall'Iss, sale l'incidenza settimanale a livello nazionale e passa a 215 ogni 100.000 abitanti (16/09/2022 -22/09/2022) rispetto a 186 ogni 100.000 abitanti della scorsa settimana. Nel periodo 31 agosto-13 settembre 2022, l'Rt medio calcolato sui casi sintomatici è stato pari a 0,91 (range 0,85-1,06), stabile rispetto alla settimana precedente quando era 0.92.

Il tasso di occupazione in terapia intensiva è stabile al 1,4% (rilevazione giornaliera Ministero della Salute al 22 settembre ) rispetto all'1,4% di una settimana fa. Il tasso di occupazione in aree mediche a livello nazionale scende invece al 5,3% (dato al 22 settembre) rispetto al 5,7% (al 15 settembre).

La percentuale dei casi rilevati attraverso l'attività di tracciamento dei contatti è stabile rispetto alla settimana precedente ed è ferma all'11%. In leggero aumento la percentuale dei casi rilevati attraverso la comparsa dei sintomi (53% rispetto all' 51%), mentre diminuisce leggermente la percentuale dei casi diagnosticati attraverso attività di screening (36% vs 37%).

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