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Pnrr: Messa, presentati i 5 Centri Nazionali per la ricerca

Pnrr: Messa, presentati i 5 Centri Nazionali per la ricerca

'Sinergia pubblico-privato'.1,6mld a 144 tra atenei,enti,imprese

ROMA, 15 giugno 2022, 16:52

Redazione ANSA

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Hanno preso il via i 5 Centri Nazionali per la ricerca in filiera previsti dalla Componente della Missione 'Istruzione e Ricerca' del Pnrr grazie a 1,6 miliardi di euro. Le reti di ricerca, presentate oggi dal ministro dell'Università e della Ricerca Maria Cristina Messa in Consiglio dei Ministri, sono dedicate a 5 aree individuate come strategiche per lo sviluppo del Paese: Simulazioni, calcolo e analisi dei dati ad alte prestazioni; Agritech; Sviluppo di terapia genica e farmaci con tecnologia a RNA; Mobilità sostenibile; Biodiversità.
    I Centri nazionali, viene spiegato in una nota, sono aggregazioni di università, di enti e organismi pubblici e privati di ricerca, di imprese presenti e distribuite sull'intero territorio nazionale e sono organizzati con una struttura di governance di tipo Hub & Spoke, con l'Hub che svolgerà attività di gestione e coordinamento e gli Spoke quelle di ricerca.
    "La ricerca e l'alta formazione si mobilitano per dare risposte concrete ai bisogni dei cittadini", sottolinea il ministro Messa. "Oggi vedono la luce i cinque Centri nazionali, un nuovo sistema di collaborazione tra atenei, enti di ricerca, imprese, istituzioni che creeranno filiere di ricerca e innovazione per l'Italia del futuro, grazie all'attuazione di una delle missioni principali del PNRR. Per la prima volta, in modo così sinergico e a carattere nazionale, i sistemi pubblico e privato sono insieme per creare eccellenze e generare una crescita collettiva che accorci le distanze e colmi i divari, attraverso lo sviluppo di progetti dedicati a temi tecnologici innovativi. È stato un lavoro di squadra - precisa Messa - coordinato dal ministero dell'Università e della Ricerca, al quale hanno partecipato tante realtà, tra cui i ministeri dello Sviluppo economico, per il Sud e la Coesione territoriale, per gli Affari regionali e le Autonomie. Con i Centri nazionali daremo spazio alla creatività e alle competenze di giovani ricercatori, con particolare attenzione alla parità di genere e alla valorizzazione delle risorse del Mezzogiorno, per oltre il 40%. Abbiamo la possibilità di competere uniti e con una nuova determinazione, a livello internazionale".
    Nel complesso saranno 55 le università italiane e le Scuole Superiori coinvolte, molte impegnate in più Centri con professori, ricercatori, dottorandi di diversi dipartimenti. Lo stesso vale per gli enti pubblici di ricerca e altri organismi di ricerca pubblici o privati, 24 in tutto, che mettono in rete i diversi istituti presenti in tutta Italia, e per alcune imprese (65 in tutto quelle partecipanti ai 5 Centri). Inoltre, viene precisato, gli investimenti serviranno per assumere ricercatori e personale da dedicare alla ricerca (di cui almeno il 40% donne), per creare e rinnovare le infrastrutture e i laboratori di ricerca, per realizzare e sviluppare programmi e attività di ricerca dedicati alle cinque tematiche, per favorire la nascita e la crescita di iniziative imprenditoriali a più elevato contenuto tecnologico come start-up e spin off da ricerca, per valorizzarne i risultati.
   

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