Attenzione ai periodi di stress, maggior rischio parodontite

Risponde il Dott. Francesco Cairo, Vice Presidente SIdP

Redazione ANSA ROMA

La Parodontite è una patologia infiammatoria che colpisce il parodonto, ovvero l'insieme dei tessuti di supporto dei denti, con eziologia multifattoriale che riconosce diversi potenziali fattori di rischio. Se non curata può portare alla perdita dei denti a causa del progressivo riassorbimento osseo. Tra i potenziali fattori di rischio conosciuti l'ansia e la depressione sono di emergente attualità poiché in crescente diffusione nel periodo di pandemia da COVID-19.
    I periodi infatti nei quali si vive un intenso disagio rappresentano un potenziale momento di superamento della soglia dell'equilibrio emotivo, favorendo lo stress e lo sviluppo dei sintomi correlati. Lo stress ha un notevole impatto negativo sulla nostra salute, poiché provoca una disregolazione delle linee cellulari e umorali del sistema immunitario.
    Nei periodi di grandi problemi sociali incluso disastri ambientali come terremoti o durante le fasi belliche, è riportato che almeno 1 soggetto su 3 tenda ad accusare disturbi ansiosi, depressione e insonnia, mentre nei periodi storici normali questi disturbi interessano solo il 3-4% della popolazione. Anche in Italia, a causa della situazione critica vissuta durante la pandemia, si avuto un aumento dei livelli di stress per i pazienti. Tanto emerge da uno studio condotto su circa 18000 pazienti, nei quali frequentemente veniva riportato insonnia e preoccupazione (Università dell'Aquila e Tor Vergata Roma). Questi dati sono particolarmente significativi se ricorda che circa il 30% degli italiani ha avuto anche problemi gengivali durante i mesi di marzo e aprile e lo stato di salute orale per almeno 3 milioni di italiani potrebbe essere notevolmente peggiorato (Sidp-Keystone).
    A livello gengivale questo peggioramento è correlato sia alla mancanza di controllo e supporto motivazionale degli medici odontoiatri e degli igienisti dentali, sia al deterioramento degli stili di vita, al maggior numero di sigarette fumate, alla solitudine e all'isolamento sociale, infine al fattore tempo che per alcuni pazienti porta all'aumento di depositi di placca batterica e tartaro nelle zone critiche e già malate della bocca. Tutti fattori che aumentano l'infiammazione, come già dimostrato in diversi studi pubblicati sia in occasione delle guerre nella ex-repubblica iugoslava che nei mesi successivi allo tsunami del sud-est asiatico nel 2011.
    In questi periodi, così come nel trimestre del lockdown, la malattia parodontale sembrerebbe quindi essersi aggravata per alcuni anche a causa dello stress psicologico. Il consiglio è quello di consultare un esperto Parodontologo qualora compaiano segni di sanguinamento, gonfiore gengivale, recessioni o mobilità dentale e di rivolgersi al proprio dentista di fiducia qualora si abbia la Parodontite e sia trascorso troppo tempo dall'ultimo controllo o dall'ultima seduta di igiene orale professionale. 0(ANSA).
   

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