Ageop, 40 anni di benefici per bimbi con tumore e famiglie

L'associazione ha presentato Valutazione di impatto sociale 2022

Redazione ANSA BOLOGNA

(ANSA) - BOLOGNA, 30 NOV - Oltre 2 milioni di euro per sostenere nel corso degli anni ricercatori e personale sociosanitario, attraverso contratti di ricerca e collaborazione; 1661 ore di attività ricreative in reparto e nelle case di accoglienza, coinvolgendo 66 famiglie e 114 bambini, solo nel 2021. Sono alcuni dei numeri che raccontano l'impegno di Ageop Ricerca, Associazione genitori ematologia oncologia pediatrica dell'Irccs Policlinico Sant'Orsola di Bologna, al fianco dei bambini malati di tumore e delle loro famiglie, da 40 anni.
    Oggi, alla presenza del sindaco di Bologna Matteo Lepore, l'associazione ha presentato la Valutazione di impatto sociale 2022, raccogliendo i pareri sul suo operato degli stakeholder, per capire quanto le attività messe in campo abbiano inciso nella vita delle famiglie, dei bambini, dei volontari, del personale socio-sanitario. Tra i dati emerge che il 68% dei genitori intervistati riconosca come, nonostante la malattia, grazie ad Ageop i propri figli siano riusciti a sviluppare passioni e competenze; il 70% delle famiglie ha apprezzato molto il sostegno psicologico. Per quanto riguarda i volontari, ben il 77% sente che l'esperienza in Ageop ha influenzato molto positivamente la propria vita, in particolare, aumentando la sensibilità verso le fragilità altrui.
    "Tra i principali benefici sperimentati dalle famiglie - spiega Giorgia Bonaga, che ha curato la stesura del documento - si rilevano la riduzione del carico emotivo, l'opportunità di sperimentare il supporto tra pari creando legami significativi e il sollievo percepito grazie alla mediazione di Ageop con i servizi del territorio". La valutazione di impatto sociale offre ora anche una bussola per orientare gli obiettivi futuri: "Se vogliamo che il nostro ideale di cura si realizzi, ossia fare in modo che ogni bambino e bambina, ogni adolescente ammalato di cancro e ogni famiglia dispongano di un modello di cura riconosciuto, personalizzato e umanizzato, dobbiamo essere pronti a compiere una grande rivoluzione umana - spiega Francesca Testoni, direttrice generale di Ageop - Dobbiamo impegnarci in battaglie scomode e difficili perché i diritti dei minori di età in ospedale siano riconosciuti e rispettati da tutti e ovunque". (ANSA).
   

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