Inasprimento Ue limiti CO2 per industria auto è un problema

Passando da -40% a -55% costruttori dovranno rivedere target

Redazione ANSA ROMA

Preoccupazione presso i costruttori di auto per l'annuncio da parte della Commissione europea di un inasprimento dei limiti fissati per la riduzione globale della CO2. ''Il Green Deal europeo è il nostro progetto per il cambiamento - ha detto oggi il presidente della Commissione Ursula von der Leyen durante il suo discorso sullo stato dell'Unione al Parlamento europeo - e dopo esserci consultati sui nostri obiettivi per il 2050 proponiamo di ridurre le emissioni di almeno il 55% entro il 2030''. La von der Leyen ha ribadito che la Commissione è ''decisa a raggiungere questo obiettivo. Creerà posti di lavoro e dimezzerà l'inquinamento atmosferico''. Il progetto annunciato è quello di aumentare ancora l'obiettivo di riduzione al 2030 delle emissioni complessive di gas effetto serra (CO2) generate, va sottolineato, da tutte le fonti. In precedenza la Commissione europea lo aveva fissato a -40% rispetto al livello del 1990, ma secondo quanto annunciato dovrebbe essere modificato a -55%. L'industria dell'automobile - con tutta la filiera - potrebbe subire in Europa gravi conseguenze da questo inasprimento normativo, se passerà una contestuale modifica, in senso restrittivo, degli standard sulle emissioni allo scarico delle nuove auto. Nessuna indicazione per il momento da parte della Ue sulle strade da percorrere per abbassare la CO2 nell'ambito della circolazione delle auto e del trasporto su gomma. Ci sono evidentemente la diffusione di carburanti 'verdi' di origine bio, una maggiore quota di modelli 100% elettrici purché ricaricati con energie rinnovabili e l'avvio dell'impiego dell'idrogeno con fonte propulsiva.

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