Renault studia e innova suono future auto elettriche

Lavoro di squadra tra azienda e specialisti dell'Irma di Parigi

Redazione ANSA ROMA

Potrebbe sembrare un paradosso ma aggiungere il suono a un veicolo elettrico, che è silenzioso per natura e quindi virtuoso dal punto di vista dell'inquinamento acustico, è contemporaneamente un obbligo e una necessità. Dare voce ai modelli elettrici è infatti una questione di sicurezza, in quanto senza un avviso sonoro esterno, i pedoni e gli altri utenti 'deboli' della strada non sentirebbero arrivare i Bev che circolano a bassa velocità.
Questo tipo di alert, noto come VSP (Vehicule Sound Pedestrian o avvertimento acustico per i pedoni), è obbligatorio per i veicoli elettrici e, pertanto, rientra nei loro parametri di sviluppo. La Casa della Losanga, che vanta una lunga esperienza nei modelli 00% elettrici, fin dall'inizio si è posta il problema della silenziosità di funzionamento e della realizzazione di alert efficaci ma anche gradevoli.
Laurent Worms, oggi responsabile della strategia audio del Gruppo Renault, lavora in questo ambito per migliorare ulteriormente i prossimi modelli, realizzando ricerche e soluzioni ad hoc assieme all'Ircam (Istituto di Ricerca e Coordinamento Acustica Musica) storico partner della Losanga e fondato da Pierre Boulez nel 1997.
Fin dal 2012, con Zoe, Renault si è affermata come pioniere dello sviluppo di un VSP specifico, il cui suono di alert doveva doveva comunicare: 'sono elettrica, sono all'avanguardia, sono una Renault'. Un suono connesso alla marca e ai suoi valori positivi, ma anche focalizzato sull'essere umano. E da poter estendere successivamente agli altri modelli elettrici Renault.
"L'idea era naturalmente, quella di avvertire i pedoni senza spaventarli - spiega Worms - associando positivamente questo alert al veicolo elettrico e alla marca Renault".
Oggi, la Casa francese sta preparando una nuova generazione di modelli elettrici, i primi dei quali derivati dalle showcar Mégane eVision e R5 Prototype. Per questi prossimi modelli di serie si è trattato di continuare la storia ma anche di inventare il suono esterno del futuro. E proprio come i primi, questo 'canto' è stato sviluppato negli studi e nei laboratori insonorizzati dell'Istituto di Ricerca e Coordinamento Acustica Musica (Ircam) con sede a Parigi. Laurent Worms ed altri collaboratori, tra l'altro, si sono fatti le ossa all'Ircam, prima di entrare a far parte di Renault per lavorare nel settore all'avanguardia dell'acustica applicata Va precisato che l'ideazione del sound all'interno dell'abitacolo si focalizza su tre grandi famiglie di suoni, quelli 'normativi', che informano o avvertono (come gli indicatori di direzione e l'alert di cintura non allacciata), quelli legati al feedback dei dispositivi di assistenza alla guida (come il sensore di retromarcia e l'alert per il superamento della linea di carreggiata) e infine i suoni multimediali, che corrispondono alle azioni effettuate sul display centrale.
Per il suono dei futuri modelli elettrici Renault - badando di mantenere il legame storico con le creazioni precedenti, pur nella loro evoluzione - il lavoro è stato guidato da Nicolas Misdariis, direttore della ricerca e responsabile del team percezione e sound design dell'Ircam, e di Andrea Cera, compositore e sound designer che, tra le altre cose, collabora con lo stesso team da diversi anni sulle problematiche del sound design per il settore automotive.
Si è partiti dalla comprensione dei requisiti industriali dal punto di vista tecnico ed ergonomico, ma anche funzionale e relativo all'identità di marca. Un lavoro reso più facile dalla lunga storia di collaborazione tra Renault e Ircam, e che ha potuto contare su feedback ed esperienze di confronto ultradecennali. In particolare si è data grande attenzione ad un concette forti come quello dell'intrusività per rispondere ad un'esigenza fondamentale in termini di ecologia sonora: rendere il suono meno intrusivo all'interno del veicolo, per una maggiore discrezione e più confort.
Dalle idee e dalle creatività iniziali, si è passati poi alla produzione di materiali sonori (servendosi di strumenti e suoni reali registrati oppure sintetizzandoli ex novo al computer) e applicando le regole armoniche fondamentali. E' noto ad esempio che un accordo maggiore o consonante può creare, meglio di qualsiasi altro, una sensazione di pace e gioia. Mentre una dissonanza, per quanto lieve, su questo tipo di accordo provocherà immediatamente una tensione e quindi mette in uno stato di allerta.
Vengono poi i ritmi e le modulazioni che consentono di integrare uno dei componenti fondamentali del VSP che è l'interattività sonora, adattandosi ai movimenti del veicolo e contribuendo così a progettare un suono vivo, unico e dinamico, espressione dell'identità di marca. Infine, quando la decisione è presa, è fondamentale che l'azienda faccia proprio il carattere forte - e anche dibattuto - del suono prescelto per esprimere la sua identità. È la condizione sine qua non per un suono distintivo e destinato a durare nel tempo. È l'approccio adottato da Renault. L'ultima parola spetta a Laurent Worms: "Il mio sogno è che la firma sonora delle future Renault elettriche susciti un'emozione simile alla scia di un profumo seducente, contribuendo ad una migliore ecologia sonora per le città del futuro".

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