Moto Guzzi, i primi cento anni dell'Aquila

Un secolo di passione per il marchio di Mandello del Lario

Redazione ANSA

Cent'anni di passione, vittorie e avventure per Moto Guzzi e per una storia su due ruote che ha conquistato il mondo. Sul calendario, la data esatta in cui il marchio di Mandello del Lario festeggia il suo primo centenario, è quella di oggi, 15 marzo, ma sarà lungo tutto il 2021 che Moto Guzzi festeggerà il suo secolo di storia, motociclette i cui nomi hanno reso famosa la casa motociclistica italiana, avventure e personaggi che hanno costruito il mito del Marchio dell'Aquila. Un traguardo importante per Moto Guzzi, quello dei cento anni, che arriva proprio nel momento in cui il marchio sta vivendo una sorta di nuova giovinezza. A scandire il nuovo ritmo della casa, c'è prima di tutto una gamma di moto profondamente rinnovata di recente, con modelli dai nomi storici e presentati di recente nelle loro nuove versioni, si legga al capitolo V7, ma anche novità come la V85 TT che già ha conquistato i cuori dei guzzisti di mezzo mondo. Novità importanti, quindi, ma sviluppate mantenendo intatti i valori di stile e autenticità del marchio, il tutto condito dalle migliori dotazioni tecniche in termini di supporti elettronici alla guida e tecnologia. Ogni singola Moto Guzzi è costruita nello storico stabilimento di Mandello del Lario, proprio dove tutto ha avuto inizio e dove la storia dei due cilindri a 'V' continua ad essere scritta con cura artigianale. Ogni modello è creato nel rispetto dell'identità Guzzi, bilanciando lo stile classico con la tecnologia d'avanguardia e rispecchiando una filosofia costruttiva che crea un rapporto esclusivo tra moto e pilota. A ispirare ogni moto che viene progettata, prodotta e rifinita, c'è l'inconfondibile simbolo dell'aquila, emblema di Moto Guzzi ed elemento che ha contribuito a creare il mito di un marchio, da sempre legato alla storia d'Italia.

 

L'idea dell'aquila ad ali spiegate come simbolo, nasce in origine dalla comune militanza dei fondatori Carlo Guzzi e Giorgio Parodi nel Servizio Aereo della Regia Marina durante la Prima Guerra Mondiale. Proprio durante il conflitto, infatti, i due amici, insieme al pilota Giovanni Ravelli decisero di dedicarsi, quando la guerra fosse finita, alla costruzione di motociclette. Ravelli però non potè coronare il suo sogno perché vittima di un incidente aereo nel 1919. Guzzi e Parodi scelsero l'Aquila come simbolo anche per ricordare l'amico. In cento anni di storia, Moto Guzzi ha firmato vittorie sui circuiti di tutto il mondo, portando il tricolore su ben 14 Titoli Mondiali. È stata la moto dei record di velocità, simbolo di crescita di un Paese rivolto al futuro, è stata la moto delle Forze dell'Ordine, dell'Esercito e ha esteso questa sua vocazione anche all'estero, equipaggiando la Polizia californiana e, in tempi più recenti, quella di Berlino e di molte città d'Europa oltre che la guardia del re di Giordania. Inoltre, Moto Guzzi è la moto dei Corazzieri, il corpo di élite che scorta il Presidente della Repubblica Italiana. Moto Guzzi è anche sinonimo di grandi viaggi: era il 1928 quando Giuseppe Guzzi raggiunse il circolo polare in sella alla GT 'Norge' e quella tradizione continua con viaggiatori che ogni giorno, e in ogni parte del mondo, partono in sella alla loro Moto Guzzi verso mete lontane. La storia attuale di Moto Guzzi, che nel mondo è amata e rispettata da tutti i motociclisti, qualunque sia il loro mezzo a due ruote, è quella che vede il marchio essere parte fondamentale del Gruppo Piaggio, primo produttore europeo di moto e scooter, che di Guzzi ha preservato i caratteri originali, promosso i valori e ha voluto riportarla a un ruolo da protagonista.

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