Mercato veicoli leggeri, mondo risente dei fattori negativi

Ad aprile - 25%, con picco -45% in Cina, -18,2% negli Usa

Redazione ANSA ROMA

Per una sovrapposizione di fattori negativi - tra cui Covid, guerra in Ucraina, carenza di microchip e impennata dei costi dell'energia e delle materie prime - il mercato mondiale dei veicoli leggeri (automobili e commerciali) è crollato ad aprile del 25% rispetto allo stesso periodo del 2021, facendo scendere la proiezione a fine 2022 a 67 milioni di unità.
    In particolare - segnala un rapporto di Global Data - la Cina ha risentito dell'impatto della sua politica zero contagio, con oltre il 20% dei concessionari chiusi a causa dei blocchi nelle maggiori metropoli, mentre negli Stati Uniti le consegne sono state limitate dai problemi di approvvigionamento globale.
    In Nord America le vendite di veicoli leggeri sono diminuite ad aprile del 18,2% (anno su anno) a 1,25 milioni di unità, con una proiezione a fine 2022 a 14,5 milioni di unità. Il calo - fa notare il rapporto - è stato reso più evidente dalla forte performance nell'aprile del 2021, al culmine del post-pandemia, quando la proiezione sull'intero anno era salita a 18,3 milioni di unità.
    Significativo negli Stati Uniti l'aumento dei prezzi medi delle transazioni che hanno raggiunto ad aprile i 45.130 dollari, in aumento del 18,4% su base annua. Questo mentre gli incentivi sono stati di soli 1.006 dollari in media, con una diminuzione del 66,4% su base annua. In Canada, le vendite sono diminuite del 5,7% ad aprile, arrivando a 153.000 unità mentre in Messico la riduzione è stata marginale (- 0,2%) arrivando a 83.000 immatricolazioni. La proiezione delle vendite annuali in Europa occidentale è rimasta ad aprile a 10,6 milioni di unità, soprattutto per le strozzature nella catena di approvvigionamento. A questo si sono aggiunte nel frattempo le crescenti sfide economiche e l'elevata inflazione. Il risultato di aprile evidenzia un calo del 12,6%, con 2,86 milioni di unità contro i 3,28 dello stesso periodo del 2021.
    Vendite ancora più giù nell'Europa orientale con una proiezione che è ora a 2,5 milioni di unità a fine anno, anche perché l'attività di vendita nella regione continua a essere gravemente influenzata dalla guerra in Ucraina e dai problemi di fornitura.
    I dati preliminari indicano che le vendite in Cina sono crollate a causa dei severi blocchi nelle principali città istituiti per bloccare i contagi. Ad aprile la prospettiva per l'anno è di soli 14,1 milioni di unità, in calo del 42% rispetto alla media di 25,2 milioni nel primo trimestre del 2022. In particolare le vendite sono diminuite del 45% ad aprile e dell'8% da inizio anno.
    I modelli a 'nuova energia', tuttavia, hanno continuato a sovra-performare in Cina, con un aumento delle vendite del 45% su base annua a 280.000 unità. BYD è diventato il marchio più venduto nel Paese nel mese, con oltre 100.000 unità. All'opposto in Giappone le vendite hanno continuato a essere limitate dalla mancanza di offerta, pur con un aumento in aprile del 13% rispetto a marzo. La previsione per tutto il 2022 è accelerata a 4,5 milioni di unità, ma resta inferiore ai 4,4 milioni di unità dello scorso anno. Anche il mercato coreano continua a risentire delle interruzioni della catena di approvvigionamento globale, con una proiezione rallentata per il secondo mese consecutivo a 1,58 milioni di unità a fine anno, in calo del 2% rispetto a marzo.
    In termini su base annua, le vendite sono diminuite dell'11% ad aprile e del 13% da inizio anno. In Sud America la situazione è alterna: in Brasile sono stati venduti ad esempio 137.000 veicoli leggeri, il valore mensile più elevato finora nel 2022. Tuttavia, per l'ottavo mese consecutivo, il mercato è crollato a doppia cifra: - 17% ad aprile e - 23% da inizio anno.
    In Argentina, le vendite di veicoli leggeri sono diminuite del 3,5% su base annua ad aprile, a 29.000 unità con la proiezione di arrivare 359.000 unità a fine anno, ancora meno rispetto a quanto calcolato in marzo, 375.000 unità. 
   

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