Aniasa, la mobilità in Italia viaggia su due velocità

Per la ricerca, il noleggio a lungo termine leva per le novità

Redazione ANSA MILANO

 Se gli italiani si muovono più in auto rispetto al periodo pre pandemia, il mercato degli acquisti è fermo e aumenta il divario tra chi può accedere alle nuove motorizzazioni e chi no. Sono questi alcuni dei principali dati emersi dalla ricerca "La mobilità che non cambia - Un'Italia a due velocità, tra chi abbraccia il nuovo...e chi non può ancora permetterselo", condotta da Aniasa, l'Associazione che all'interno di Confindustria rappresenta il settore dei servizi di mobilità, insieme alla società di consulenza strategica Bain & Company.
    "La pandemia, la crisi dei chip auto e il conflitto in Ucraina - ha commentato Alberto Viano, presidente di Aniasa - hanno rallentato l'avanzata della mobilità a noleggio e in sharing nel nostro Paese. Rispetto al 2019 si sono perse oltre 106mila immatricolazioni per un valore complessivo di 2,6 mld di euro. Noleggio a breve termine e car sharing restano i settori più colpiti. Il lungo termine regge l'urto anche grazie al boom di privati con solo codice fiscale che hanno raggiunto ormai quota 100 mila. La flotta dei veicoli a nolo resta salda sopra 1 milione di unità e il settore si conferma leva strategica per la decarbonizzazione della mobilità italiana".
    Sempre in base alla ricerca, in Italia cresce lentamente lil numero delle vetture elettriche ma quasi esclusivamente nelle città del Nord Italia, oltre che nelle flotte aziendali. Negli ultimi mesi gli italiani sono tornati ad utilizzare massivamente l'auto, per circa il 60% in più di quanto facevano a gennaio 2020. La ricerca mostra come, nonostante la ritrovata mobilità, il mercato automotive sia tuttavia alle prese con la peggior crisi dagli anni Settanta. Se nel 2020, infatti, la crisi pandemica aveva già colpito duramente, la carenza di chip e lo scoppio del conflitto in Ucraina, con la conseguente mancanza dei sistemi di cablaggio prodotti sul territorio, hanno continuato a soffiare sul fuoco della crisi.
    Nel 2021 le immatricolazioni sono scese sotto quota 1,5 milioni di unità, con il 2022 che sta segnando una contrazione del 27% da inizio anno. Il temporaneo arresto del mercato, tuttavia, potrebbe non essere di per sé un problema assoluto, visto che l'Italia ha un indice di motorizzazione tra i più alti al mondo (670 auto ogni 1.000 abitanti, circa 1,5 auto per nucleo familiare). Numeri alla mani, la risposta alla necessità di svecchiare la nostra mobilità non potrebbe quindi arrivare solo dalle nuove forme di mobilità come bike sharing e monopattino, diffuse nel contesto metropolitano, dove però è presente oggi solo il 15,5% del parco circolante.
    "Stante queste contraddizioni strutturali del mercato automobilistico - fanno notare Aniasa - il noleggio emerge come l'unica leva in grado di 'democratizzare le novità', rendendole accessibili ai più. Il canale del noleggio a lungo termine, infatti, garantisce oggi un mix di emissioni molto più sostenibili rispetto all'acquisto diretto". 
   

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