Piano elettrificazione Biden, critiche da agricoltura Usa

Non sostenere etanolo e biodiesel mette a rischio Stati centrali

Redazione ANSA ROMA

Per raggiungere i traguardi di riduzione delle emissioni di CO2 e di fermare il riscaldamento globale "è il momento di aumentare le vendite di etanolo e di biodiesel, e non di abbandonarli". Questo l'appello lanciato dai produttori Usa di biocarburanti e da alcuni dei loro sostenitori al Congresso, per tentare di indirizzare le decisioni del presidente Joe Biden e della sua amministrazione che ha proposto un piano infrastrutturale da miliardi di dollari per realizzare 500mila stazioni di ricarica per veicoli elettrici, e - al tempo stesso - elettrificare le flotte dei veicoli federali, implementare la la rete elettrica della nazione e incentivare le vendite di auto e light truck spinti solo da batterie.

    L'iniziativa, che è ampiamente sostenuta dal mondo agricolo, cita anche un recente studio della società di consulenza LMC Automotive che fissa a più di 1 milione di veicoli elettrici la quota di vendite negli Stati Uniti alla data del 2023. Le immatricolazioni di BEV saliranno a oltre 4 milioni entro il 2030, ma resteranno ancora "meno di un quarto delle normali vendite annuali di veicoli nuovi pari a circa 17 milioni". Ogni anno, le raffinerie statunitensi producono circa 56 miliardi di litri di etanolo - circa il 10% del volume della benzina ottenuta - e 5,6 miliardi di litri di biodiesel, che viene tipicamente miscelato con gasolio ricavato dal petrolio per i veicoli pesanti. Gli stabilimenti in tutto il paese producono il carburante, ma la maggior parte si trova nel Midwest, guidato dall'Iowa con 43 raffinerie di etanolo e 11 impianti di biodiesel. Quasi il 40% del raccolto di mais negli Stati Uniti viene utilizzato per l'etanolo e il 30% dei semi di soia diventa biodiesel. Due senatori repubblicani degli Stati Uniti dell'Iowa considerano il passaggio ai veicoli elettrici una minaccia per gli agricoltori. Il senatore Charles Grassley ha dichiarato lo scorso autunno che una proposta del senatore democratico Jeff Merkley dell'Oregon e del deputato Mike Levin della California per porre fine alle vendite negli Stati Uniti di veicoli benzina e diesel entro il 2035 avrebbe devastato l'Iowa. "Questo distruggerebbe assolutamente l'economia dell'Iowa perché è così dipendente dall'agricoltura e l'agricoltura è così dipendente dai biocarburanti". Un recente studio delle università di Harvard e Tuft ha invece ribadito che se usato nei normali autoveicoli l'etanolo emette il 46% in meno di CO2 rispetto alla benzina. I sostenitori dei biocarburanti e l'industria del settore affermano dunque che è imperativo per il clima che la nazione dia la priorità all'aumento della produzione di biocarburanti. Geoff Cooper, che dirige la Renewable Fuels Association con sede a St. Louis, sostiene la necessità di un passaggio immediato dalla benzina miscelata con il 10% di etanolo a una miscela del 15%. Tenendo in considerazione il fatto che i tassi di diffusione delle auto elettriche resteranno relativamente contenuti, Cooer ha affermato che "se il vero obiettivo è ridurre l'impatto del carbonio del settore dei trasporti, perché non intraprendere azioni immediate per ridurre le emissioni di CO2 dei combustibili liquidi, che verranno consumati ancora in migliaia di miliardi di litri per i prossimi anni". La questione coinvolge anche i diversi livelli del benessere economico degli Stati centrali rispetto alla Costa est e di quella ovest. Il Senatore Joni Kay Ernst dello Iowa sostiene che i crediti d'imposta per l'acquisto di auto elettriche in genere vanno alle persone benestanti delle Coste est e ovest e stanno sostenendo un'industria che danneggia la domanda di biocarburanti con "folli agevolazioni fiscali che le ricche élite costiere stanno ottenendo per i loro veicoli elettrici". Nonostante le assicurazioni che il passaggio all'elettrico sarà graduale, molti agricoltori lo vedono come una minaccia per la loro sussistenza e dubitano che i funzionari statali e federali delle aree urbane proteggeranno le economie rurali. "Mi sento quasi indifeso - ha detto al quotidiano DetroitNews Ed Wiederstein, allevatore di bestiame e coltivatore di grano dello Iowa occidentale - è come una palla di neve che va in discesa". 
   

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