Società & Diritti

Il 'dopo Covid', qual è la nuova normalità?

Dopo crisi e adattamento, ecco i nuovi stili di vita, le abitudini e le passioni del 2020

TOPSHOT-SKOREA-LIFESTYLE-HEALTH-VIRUS © AFP
  • di Agnese Ferrara
  • 30 maggio 2020
  • 18:32

Qual è la (nuova) normalità? Il dibattito post-emergenza è in corso. Si discute sulla durata dei nuovi stili di vita che stiamo praticando ma è certo che la normalità ha preso altre forme e non è del tutto paragonabile a quella dei tempi pre Covid-19. Non solo per la nuova consapevolezza che la salute è un bene prezioso e fragile da difendere ma perché le neo abitudini, acquisite anche in modo forzato in questi mesi di quarantena e dettate dalle regole impartite per la ripresa (basti pensare alla stagione estiva alle porte), potrebbero lasciare il segno e riscrivere il nostro stile di vita a lungo. Forse.

Siamo stati troppo tempo chiusi in casa ma l’abbiamo anche riscoperta o scoperta per la prima volta, vivendola in ogni angolo. Abbiamo vissuto nuovi conflitti ed equilibri in famiglia. Abbiamo adottato nuovi sistemi di pulizia e sanificazione, abbiamo vissuto in pigiama o quasi e accolto la scuola dei figli in casa così come il nostro lavoro. Abbiamo perso il sonno, lavorato molto di più spingendo l’acceleratore sul digitale come mai prima (anche se il nodo del divario digitale resta eccome). Abbiamo inoltre vissuto o assistito ad un crescente senso di responsabilità sociale da parte di buona parte della comunità. Aspetti, questi, che hanno preso il posto di altre priorità pre coronavirus e che ora stanno incidendo sulla nostra vita influenzando molte delle nostre scelte, presenti e future, anche in termini di spesa.

Cos’è la nuova normalità è la domanda a cui rispondono gli analisti del laboratorio di BUV Doxa nel nuovo ‘Special report 2020: the new normal’, analisi sui trend emergenti che dettano le scelte di brand e imprenditoria a caccia di nuove strade per fare affari in questo momento così delicato. "I cambiamenti portati dall’attuale emergenza sanitaria legata alla diffusione del virus COVID-19 sono imponenti, e il nostro modo di fare business così come le nostre abitudini quotidiane sono stati rivoluzionati -spiegano gli autori del report. - Non è certo che sarà una rivoluzione duratura ma di certo stiamo ridisegnando la ‘normalità’. Il momento di forte cambiamento ha già avuto ricadute dirette sui paradigmi che fino ad ora avevano guidato l’ideazione e la progettazione di prodotti e servizi da parte delle aziende”. Le industrie più attente ai trend già cavalcano il nostro nuovo stile di vita, senza dubbio più casalingo. La casa è divenuta centrale nella vita delle persone che l’hanno ripensata integralmente facendo spazio a tutti e a tutte le nuove esigenze. Cerchiamo nuove funzionalità di oggetti smart, con l’aiuto di tecnologie sempre più efficienti ed una nuova organizzazione degli spazi per garantire l’autonomia di tutti. E’ ancora alta, e lo sarà a lungo, l’attenzione per l’igiene e la pulizia degli spazi abitati.

Le implicazioni del coronavirus sulle scelte dei consumatori sono state osservate dall’analista Alison Angus a capo di una nuova analisi condotta su oltre 100 paesi per Euromonitor. “L’emergenza ha rivoluzionato le nostre vite, distruggendo alcune priorità e facendone nascere nuove, - spiega Angus. – Internet, ad esempio, nelle case adesso è sempre attivo, assistiamo ad una maggiore democratizzazione digitale e la velocità di connessione fa la differenza. Siamo ora sempre connessi, sono state inaugurate in questi mesi nuove piattaforme in streaming, come Disney + e aumentano le attività virtuali e il gaming con tecnologie immersive, emozionali e coinvolgenti”.

La moda vira verso lo stile homewear sfornando abiti-pigiami cozy (accoglienti),  pantaloni palazzo e look rilassato ma per nulla sciatto. Dopo il freddo minimalismo l’opulenza trionfa nelle case in nome di una nuova convivialità e perfino i purificatori d’aria sono diventati oggetti tecnologici, di arredo e design. Architetti e designer rispolverano l’angolo bar e i carrelli di cristallo e ottone per vini, liquori e ghiaccio per fare cocktail. Gli aperitivi casalinghi in compagnia diventano ultra chic e arrivano nuovi vini rosé per riunioni fra amiche, anche analcolici e a base di infusi di erbe, canapa inclusa. Giocheremo a carte, a dadi, a backgammon (pronti nuovi scrigni contenenti giochi di società e liquori a bassa gradazione alcolica). Tutti siamo stati molto connessi in famiglia a causa dell’isolamento e di colpo il digitale è diventato intergenerazionale, anche se intere fasce sociali ne sono ancora del tutto escluse. I social network frequentati solo dalla Generazione Z e le piattaforme usate fino a ieri solo per le riunioni aziendali da remoto sono praticate ora da tutti e per la prima volta gli italiani over 50 ballano su tik tok, mentre bambini e adolescenti effettuano videocall collettive per chattare con amici, nonni e cugini. Anche l’e-commerce ha avuto una impennata senza precedenti e sarà difficile rinunciare allo shopping online. C’è chi alla spesa consegnata a domicilio non vuole rinunciare più e perfino i mercati rionali si sono organizzati per consegne collettive dei diversi banchi.

“C’era chi era abituato a mangiare spesso fuori casa, - spiegano gli esperti Doxa, - con la quarantena e le conseguenti limitazioni, alcuni hanno risposto a questa mancanza riscoprendo la cucina casalinga, mentre altri hanno condiviso con favore la proposta di molti ristoranti che hanno reinventato la loro offerta proponendo qualità e innovazione con piatti consegnati a domicilio”. Nel lockdown stretto sono aumentate le cure personali. Hobby, sviluppo personale e famiglia hanno acquisito maggiore importanza nelle nostre vite, scoprendo che ci sono cose che possiamo sostituire con alternative online mentre altre che non possiamo delegare assolutamente al contatto virtuale, parrucchiere incluso.

Anche gli aspetti psicologici e sociali imposti dal lockdown stanno giocando un ruolo centrale nelle nostre vite, garantiscono gli analisti Doxa: “Al di là delle nostre singole vite, abbiamo scoperto di fare parte di qualcosa di più grande e che esiste una collettività più ampia che necessita di essere salvaguardata e sostenuta adeguatamente”. Lo stile di vita etico che include valori morali è, anche secondo gli studiosi Euromonitor, una abitudine crescente in questi ultimi mesi. Praticata in molti campi e stimolata sotto l’impulso dell’emergenza sanitaria e include anche il riciclo dell’usato, il più corretto smaltimento dei rifiuti e l’acquisto di prodotti di brand eticamente corretti e trasparenti sul fronte sociale.

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