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Oscar, chi sono le 5 attrici protagoniste in gara quest'anno?

I ritratti di Davis, Mulligan, McDormand, Day e Kirby

Viola Davis, candidata per Ma Rainey's black bottom © ANSA
  • di Francesca Pierleoni
  • ROMA
  • 12 aprile 2021
  • 20:33

I ritratti di due leggende della musica, Billie Holiday e Ma Rainey, una vendicatrice contro gli abusi maschili, una madre alle prese con il lutto più difficile da affrontare e una nomade moderna. Sono i cinque ruoli che hanno portato Andra Day (The United States vs. Billie Holiday), Viola Davis (Ma Rainey's Black Bottom), Carey Mulligan (Una donna promettente), Vanessa Kirby (Pieces of a Woman) e Frances McDormand (Nomadland) in gara per l'Oscar alla migliore attrice protagonista.
    Una corsa che al momento sembra senza una favorita definita, tenendo in considerazione comunque che Viola Davis sia la fresca vincitrice anche del Sag Award premio assegnato dal Sindacato degli Attori, spesso indicativo per gli Oscar. La tallonano Carey Mulligan al quale è andato fra gli altri il Critics Choice Award e Andra Day, che ha conquistato il Golden Globe. Senza dimenticare che Vanessa Kirby affronta la sua prima nomination con la vittoria per il film della Coppa volpi a Venezia, e Frances McDormand è molto amata dai votanti dell'Academy (ha già due Oscar all'attivo).
    Dopo aver fatto la storia degli Academy Awards, come attrice nera che ha ricevuto più nomination (quattro), VIOLA DAVIS, già vincitrice nel 2017 della statuetta come miglior attrice non protagonista per Barriere, potrebbe diventare la seconda attrice afroamericana dopo Halle Berry nel 2002 (come Andra Day) a vincere l'Oscar come miglior attrice protagonista con Ma Rainey's black bottom di Charles C. Wolfe, con Chadwick Boseman (per lui nomination postuma tra i protagonisti). Un film, che come Barriere è tratto da un dramma di August Wilson ed è coprodotto da Denzel Washington. La grande interprete regala intensità e pathos calandosi stavolta nei panni di Ma Rainey, icona e leggendaria cantante, considerata la Madre del blues'.
    Una donna carismatica, coraggiosa, libera, anche nella sua sessualità, femminista ante litteram, lucida nel costruirsi una strada di successi in una società razzista.
    Torna in gara per gli Oscar, a 11 anni dalla nomination per An education, la londinese CAREY MULLIGAN, classe 1985, che dà volto alla camaleontica vendicatrice del reveng movie/commedia nera Una donna promettente della regista esordiente Emerald Fennell, coprodotto da Margot Robbie. Il personaggio principale, è Cassie, trentenne che porta avanti il piano di 'punire', in varie gradazioni, gli uomini pronti ad approfittare di donne ubriache, confuse o che appaiono indifese. Se "comprendi il motivo per cui Cassie è in lutto comprendi anche perché fa quello che fa - ha spiegato Carey Mulligan -. La storia risulta vera. Al di là del genere e dei toni, dal divertente al terrificante, senti che si parla di traumi e vite reali".
    Nel 1973 Diana Ross ha ricevuto una nomination all'Oscar per la sua prova nei panni di Billie Holiday in La signora del blues. Quarantotto anni dopo è la 36enne ANDRA DAY, cantautrice e interprete di grande classe, qui al suo debutto cinematografico da protagonista a ottenere la sua prima nomination, grazie a una prova quasi simbiotica, per United States vs Billie Holiday di Lee Daniels. Il film racconta la cantante principalmente nei 12 anni finali della sua vita (con flashback sul suo passato), quando l'Fbi la rende bersaglio di una sorveglianza costante al limite della persecuzione, per il suo impegno contro una società razzista. " Mi ha stupito la sua forza, la sua capacità di combattere da sola, la sua resilienza, il suo potere interiore - ha spiegato Andra Day -. La considero realmente la madrina della lotta per i dei diritti civili".
    Dopo aver conquistato il pubblico internazionale grazie alla sua interpretazione della principessa Margaret giovane in The Crown, la britannica VANESSA KIRBY, classe 1988, debutta tra i nominati agli Oscar, nei panni di una madre alle prese con un lutto devastante, quello per la morte della figlia appena nata, in Pieces of a woman di Kornel Mundruczo, con Martin Scorsese come coproduttore esecutivo. "Cercavo qualcosa che mi spaventasse, una sfida - ha spiegato l'attrice-. Non sono poi madre e mi sono ritrovata in questo ruolo quasi animalesco che rappresentava però il dolore di tante donne". La notizia della candidatura agli Oscar le è arrivata sul set di Mission Impossible 8, mentre era al trucco: "Ho fatto un sussulto così forte - ha detto al los Angeles Times - che la truccatrice ha pensato fosse morto qualcuno".
    La regina del set più antidiva di Hollywood, FRANCES MCDORMAND, già vincitrice di due Oscar, nel 1997 per Fargo e nel 2018 per Tre manifesti a Ebbing, Missouri, torna in gara, sia come attrice protagonista che come coproduttrice di Nomadland di Chloé Zhao, Leone d'oro a Venezia 2020 e in arrivo su Star (Disney+) dal 30 aprile. Nel film Frances McDormand è Fern, che decide di vivere da workcamper', quei lavoratori anziani, vittime della crisi economica che si spostano per le strade Usa come nuovi nomadi in cerca di lavori stagionali. "Fare quel tipo di vita, spostarsi continuamente nei grandi spazi - ha spiegato l'attrice - pagarsi le spese con lavori occasionali sono scelte difficili ma hanno molto a che fare con il sogno americano che non è solo il sogno di avere successo economico". 
   

  • di Francesca Pierleoni
  • ROMA
  • 12 aprile 2021
  • 20:33

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