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"No i sabot no", gli strali di Moretti sui sandali poco chic

"No i sabot no", gli strali di Moretti sui sandali poco chic

Le origini delle scarpe comode aperte dietro al tallone

ROMA, 03 maggio 2023, 13:14

di Patrizia Vacalebri

ANSACheck

Escot - RIPRODUZIONE RISERVATA

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Escot - RIPRODUZIONE RISERVATA

Nel Sol dell'Avvenire il regista Giovanni è disperato perché la sua protagonista, Barbora Bobulova, osa indossare i sabot. In una delle scene più esilaranti del film di Nanni Moretti, c'è tutta una filippica contro questo tipo di calzature. Ma si cosa si tratta? Sono scarpe aperte dietro il tallone ma chiuse davanti, con un tacco che può essere alto ma solitamente è medio e squadrato, come le mules, anch'esse aperte. Le mules, termine che in lingua inglese significa "ciabatta", sono scarpe che donano grande comfort a chi le indossa, ma anche un portamento e una camminata poco eleganti. La loro caratteristica principale consiste infatti nel lasciare scoperto il tallone, mentre la parte davanti rimane chiusa. Le mules possono essere flat, con la suola piatta, oppure con tacco, mai troppo alto, in genere non più di cinque centimetri. Inoltre questi modelli di scarpe non presentano lacci e cinturini che possano tenere salde le caviglie. Infatti vengono calzate come ciabatte. I primi sabot erano scarpe di legno, realizzate a mano con uno scalpello. Tutta un'altra cosa rispetto alle mules di seta o di velluto, pantofoline che accarezzano il piede. Di antica e sconosciuta origine queste scarpe venivano realizzate in Belgio e Paesi Bassi, nella zona del Massiccio del Giura, lungo i Pirenei e più in generale nella Francia settentrionale oltre alla Valle d'Aosta. Esemplari identici si ritrovano nell'Encyclopédie di Diderot. Considerate le eredi dei sabot in voga negli anni Novanta, anche le mules affondano le proprie radici in un'epoca lontana. Secondo alcuni storici, addirittura le mules sono state inventate nell'antica Roma, dove senatori e notabili iniziarono ad indossare calzature rosse, dette "mulleus". Altre teorie sostengono che l'origine dei sabot risalisse ai calzolai del Trentino Alto Adige e della Valle d'Aosta, che usavano realizzarli in legno (sabot). A partire dal XVI fino al XIX secolo, le mules si diffusero per essere utilizzate come ciabatte da camera. Oggi sabot e mules tornano in voga. Baldinini azienda di San Mauro Pascoli, li rilancia. Il brand realizzò nel 1974 i primi sabot che ebbero un successo inaspettato: la produzione arrivò a 500 paia al giorno.
   
   

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