Lusso

Da Kering a Lvmh, per lusso guerra peggio del Covid

Sanzioni e chiusure, persi miliardi di euro di capitalizzazione

Una sfilata di Bottega Veneta (gruppo Kering) © ANSA
  • di Claudia Tomatis
  • MILANO
  • 14 maggio 2022
  • 20:08

 La guerra in Ucraina penalizza i grandi gruppi del lusso più di quanto fosse riuscito il Covid. O almeno le ripercussioni sembrano consistenti sul rallentarne la crescita: le capitalizzazioni in molti casi si assottigliano, coi titoli che mostrano un andamento in calo. Complici, sullo scenario internazionale, ancora chiusure per la pandemia, come in Cina, dove l'obiettivo è azzerarla. Fattori che minano la situazione sul lato degli approvvigionamenti di materie prime, insieme ai rincari per l'energia.    L'effetto non risparmia i big, come il gruppo francese Lvmh.
    La capitalizzazione si è ridotta a 293,4 miliardi, oltre 35 in meno dei 328,6 miliardi del giugno 2021, col titolo che ha chiuso la settimana in Borsa a Parigi sui livelli di aprile 2021, a 581,3 euro (+2,8%). Per l'altro colosso francese Kering la perdita è quasi pari in valore, ma ben più pesante in percentuale: la capitalizzazione è scesa a 57,3 miliardi di euro dai 91,9 miliardi del giugno scorso. Le azioni erano scese col Covid a 357,6 euro il 18 marzo 2020, per crescere poi fino a 792,1 euro il 12 agosto 2021 e venerdì hanno chiuso a 460,1 euro (+2,4%). Meno imponente l'impatto su Richemont, la holding di Ginevra dell'alta orologeria e gioielleria, che conta 61,1 miliardi di franchi (58,6 miliardi di euro) di capitalizzazione, rispetto ai 65,1 miliardi di franchi del giugno scorso. Il titolo ha chiuso la settimana a 106,5 franchi (102,2 euro, +1,3%), dopo che il 7 dicembre 2021 era balzato a 144,7. Per Hermes International la capitalizzazione è scesa a 112,9 miliardi di euro, a fronte dei 122,3 del giugno scorso, comunque superiore ai 92,4 del gennaio precedente. Il titolo aveva raggiunto un picco a 1.675 euro per azione il 19 novembre 2021, e ora ha chiuso a 1.070 euro (+3,4%), sui livelli di maggio 2021.
    Colossi a parte, il conflitto ha un impatto su quasi tutti i gruppi. Fa eccezione Prada, con una capitalizzazione salita a 13,9 miliardi, meglio dei 13,6 del giugno scorso, con le azioni ora a 5,4 euro (+1,5%), sostanzialmente sui livelli di giugno.
    Per Ferragamo la capitalizzazione è a 2,6 miliardi di euro, vicina ai 2,7 miliardi del gennaio 2021, ma sotto i 3,2 miliardi di giugno, col titolo che ha chiuso venerdì a 15,7 euro (+5,2%), dopo il minimo a 13,4 euro il 10 maggio. Moncler ha una capitalizzazione a 12,4 miliardi di euro, vicina ai 12,5 miliardi del gennaio 2021, ma sotto i 15,95 miliardi di giugno, e ha finito la settimana a 45,3 euro (+3,4%). (ANSA).
   

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