Riscoprire la contemplazione

Dal più famoso viaggiatore del mondo spunti per viaggiare ancora

Redazione ANSA ROMA

(ANSA) - ROMA, 14 MAR - "In un Mondo ormai esplorato in lungo e in largo, dove i voli internazionali hanno raggiunto 1,5 miliardi di partenze l'anno, in cui il turismo di massa ha conquistato quasi tutte le destinazioni, dove Google Earth ha mappato ogni ettaro del pianeta e gli occhiali 3D fanno vedere nel dettaglio i monumenti del mondo; ci si chiede: what's next? C'è chi dice che, esplorata la Terra ora ci aspetta lo spazio.
    Ma tutti gli astronauti concordano che la cosa più bella dallo spazio è proprio vedere il nostro Pianeta, blu e colorato nell'immensità dell'oscuro universo. Quindi, dove andare? Una delle citazioni più inflazionate sui blog di viaggio è la frase di Marcel Proust: "Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell'avere nuovi occhi". Sarà quindi il momento di sfregarsi gli occhi e trovare una nuova attitudine?". La riflessione è di Matteo Pennacchi, esperto di viaggi, rimasto nella storia perchè giovanissimo partì per un giro del mondo in 100 giorni senza un soldo in tasca, portando con sé solo i documenti, del sapone, uno spazzolino e qualche aspirina. Una sfida folle che vinse con l'arma dell'umanità. "Viviamo un momento nuovo nell'era umana, in cui proprio il nostro sguardo sta cambiando direzione, curvandosi verso il basso e concentrandosi nel palmo della nostra mano. A questo si aggiunge la frenesia dei nostri Tempi e un ritmo logorante che ci distrae sempre più dal guardarci attorno", dice Matteo. "Allora, invece di vivere il quotidiano a testa bassa, per poi sfruttare le due settimane di vacanza per alzare lo sguardo per vedere ciò che ci indica la nostra guida; rispolveriamo un'antica attitudine intrinseca all'uomo, come all'animale, usata nelle arti orientali e da molte religioni: la Contemplazione. Significa osservare con attenzione qualcosa che desti meraviglia e ammirazione. Vuol dire saper godere della bellezza e vivere momenti di beatitudine. Personalmente ho percorso il mondo in lungo e in largo, facendo 3 giri del mondo e visitando oltre 50 paesi. Nel settore dei viaggi da oltre 20 anni, ho scoperto che l'unicità del viaggiare sta negli incontri che si fanno e nel sapere osservare la bellezza delle cose. Ma per farlo, occorre esercizio. Come per mantenere l'equilibrio e restare 'centrati' si pratica lo Yoga e la meditazione; così per gustare le bellezze e provare uno stato di appagamento, è consigliato imparare l'arte della Contemplazione. A differenza della meditazione che è introspettiva, la contemplazione lavora sulla consapevolezza di ciò che ci è intorno, mirando a valorizzarne la bellezza; una forma di preghiera visiva. Ed è forse questa la dimensione di cui parla Proust. Perché non sono i chilometri a fare il viaggio, ma l'intensità con cui si vive quel che ci si presenta davanti e l'attenzione che si dà ai dettagli", prosegue Pennacchi. "Che sia il percepire i luoghi dell'anima, assorbire i colori di nuove culture, distinguere i dettagli dei monumenti, o semplicemente osservare con distacco e consapevolezza il nostro essere in un luogo nuovo e sentirci bene; la contemplazione regala stati di grazia e di profonda positività. Aristotele la definiva come il più alto stato di fioritura umana, di sua perfetta felicità. Oggi, in un momento di profondo mutamento del turismo e del modo di viaggiare, forse l'universo ci sta mandando proprio un segnale di cambio di dimensione, di visione.
    Viaggiare meno ma meglio, con un approccio più profondo e meno consumistico, alla ricerca di esperienze che coltivino anche l'anima. Ed è proprio nella metafora del viaggiare, che si trovano spesso grandi spunti per la crescita personale, per migliorare il proprio Sé interiore. La contemplazione è un'attitudine che si impara; che si pratica nella natura, ma anche attraverso l'arte o scene di vita. E quale paese migliore dove contemplare natura, cultura e art de vivre se non la nostra Italia. Leader al mondo per biodiversità, patrimoni artistici, ricchezza di sapori e differenze culturali; le nostre regioni pullulano di bellezza. Sta a noi cambiare attitudine, tornare al viaggiare lenti e ad aprire meglio gli occhi, allungando lo sguardo in avanti e verso l'alto, aprendo la Porta del vivere consapevolmente il Qui e Ora", è l'invito di Matteo Pennacchi.

Su www.contemplazione.com luoghi, esperienze ed esercizi di Contemplazione.
   

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA