Niente asilo legalità a Brancaccio, appello a Meloni

Perduti i fondi per opera fortemente voluta da Don Pino Puglisi

Redazione ANSA PALERMO

(ANSA) - PALERMO, 20 GEN - Non basta catturare Matteo Messina Denaro e i picciotti che hanno consentito la sua latitanza.
    Servono anche interventi nei quartieri a rischio di Palermo, dove tuttora la mafia ha un grande potere e fascino. Così fa scalpore la perdita di tre milioni di euro per realizzare un asilo voluto dall'associazione fondata da Don Pino Puglisi. Era tutto pronto, anche il progetto era stato stilato. Poi per un errore, un passaggio burocratico tutto è andato perduto, compreso il finanziamento. L'ultima speranza resta adesso la premier Giorgia Meloni, alla quale il presidente del Centro Padre Nostro Maurizio Artale lancia un appello: "chiediamo che il governo approvi l'emendamento che è stato presentato nel decreto Milleproroghe. E' l'ultima possibilità che abbiamo di avere un asilo nido a Brancaccio".
    E' lo stesso Artale a ricostruire i passaggi della vicenda relativa alla costruzione dell'asilo "I piccoli del Beato Giuseppe Puglisi", "Nell'aprile del 2019 - spiega - il governo Conte stanziò tre milioni di euro, ma quelle somme il 31 dicembre scorso sono andate in perenzione. Quindi niente più asilo a Brancaccio, il cui progetto tanto voluto da Don Pino Puglisi è stato benedetto da Papa Francesco, durante la sua visita alla Casa Museo del Beato, svoltasi il 15 settembre del 2018 in occasione del 25esimo anniversario dell'uccisione del parroco di Brancaccio".
    "Il progetto dell'asilo - prosegue Artale - era stato donato all'amministrazione dal Centro di Accoglienza Padre Nostro, con la collaborazione di Reggio Children con il contributo economico della Fondazione Giovanni Paolo II di Firenze e con il grande impegno del quotidiano Avvenire. Purtroppo l'amministrazione guidata da Leoluca Orlando non lo ha inserito nel piano triennale delle opere pubbliche 2021-2022. Una svista che è costata la possibilità di indire la gara, bloccando le somme per realizzare l'opera poi inserita nel piano 2022-2023. Ma ormai era troppo tardi e le somme sono andate in perenzione. Adesso ci affidiamo al presidente Meloni, ultima spiaggia per i bimbi di Brancaccio".
    La nuova giunta comunale guidata da Roberto Lagalla garantisce l'impegno per realizzare l'opera. "Condividiamo la preoccupazione del Centro Padre Nostro di Brancaccio. Poiché nulla è stato fatto dall'amministrazione negli anni precedenti, abbiamo dovuto prendere atto dell'impossibilità di presentare, così come prescrive la legge, l'obbligo giuridicamente vincolante entro il 31 dicembre 2022. È chiaro, però, che la materia resta all'attenzione dell'attuale amministrazione che rifinanzierà l'opera nella programmazione 2021-2027". (ANSA).
   

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