Presentata oggi al Centro di aggregazione e legalità di Castel Volturno, la ricerca "Made in Immigritaly.
Terre, colture, culture", primo report su
lavoratrici e lavoratori immigrati nell'agroalimentare italiano.
"I lavoratori immigrati impiegati in agricoltura nella
provincia di Caserta - ha ricordato Maria Perrillo, segretaria
generale Fai Cisl Caserta - sono 18mila, dei quali il 43% sono
donne.
Secondo alcune stime, solo 5mila di queste persone sono
regolari, ed è su questo che bisogna ancora lavorare molto. Noi
facciamo la nostra parte, attraverso la prossimità, raggiungendo
i lavoratori nei campi e nelle aziende, attivando la
bilateralità per contrastare lavoro sommerso e sfruttamento".
Silvia Omenetto, assegnista di ricerca all'Università la
Sapienza di Roma, ha curato il capitolo dedicato al territorio
campano: "Castel Volturno - ha detto - è stata definita per
molto tempo la capitale del circuito stagionale del lavoro
agricolo svolto da mani straniere sul territorio nazionale. La
presenza straniera in questa area si è andata progressivamente
stabilizzando. Secondo i più recenti dati Istat, il Comune si
classifica al primo posto tra i comuni della provincia di
Caserta per numero di stranieri residenti, 4.933 al 1 gennaio
2022, che triplicano nei periodi di maggiore richiesta
stagionale".
Alla presentazione è intervenuto anche il Vescovo di Caserta
e Arcivescovo di Capua, Pietro Lagnese che ha proposto "la
nascita a Castel Volturno, di un dipartimento universitario di
studi sulla mobilità umana, sugli 'sfollati ambientali', persone
che emigrano a causa della siccità, della carenza idrica, i
cosiddetti 'migranti climatici'".
I lavori sono stati conclusi dal segretario generale Fai Cisl
nazionale, Onofrio Rota. "Il dossier - ha detto - vuole dare
protagonismo ai lavoratori immigrati, alle buone politiche di
integrazione, al contributo importante che può dare la
contrattazione e l'agire sindacale. Sappiamo che sono almeno
diecimila i lavoratori agricoli migranti che vivono in 150
ghetti presenti in 38 comuni e collocati in 11 regioni d'Italia,
tra cui la Campania. Le politiche abitative sono uno dei motivi
di grande fragilità di queste persone, a questa Regione sono
stati destinati oltre 3 milioni nel Pnrr per gli alloggi a
lavoratori migranti e i tre Comuni più interessati sono Castel
Volturno, San Felice a Cancello e Eboli. Ecco queste risorse
vanno utilizzate al meglio, ed è compito anche del sindacato
monitorare impegni e azioni".
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