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Corte Conti Campania, l'autonomia differenziata è egoistica

Corte Conti Campania, l'autonomia differenziata è egoistica

Oricchio: "Su riforma pressione di forze minoritarie nel Paese"

NAPOLI, 28 febbraio 2024, 17:51

Redazione ANSA

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"Continua la pressione di alcune forze politiche - peraltro ampiamente minoritarie nel Paese - volta all'attuazione di una ulteriore forma di autonomia regionale, la cosiddetta differenziata, attualmente all'esame del Parlamento, che rischia di aggiungere elementi di rottura e di discriminazione all'interno dello Stato in una logica egoistica". Dal presidente della Corte dei Conti della Campania, Michele Oricchio, giunge una bocciatura netta del progetto di riforma istituzionale voluto dal Governo. L'analisi del magistrato è contenuta in due passaggi, non letti pubblicamente, della relazione scritta consegnata a tutti i partecipanti della cerimonia che ha aperto l'anno giudiziario. "Nemmeno può essere minimamente pensabile - prosegue Oricchio nella sua disamina - che la soluzione dei problemi connessi alla corretta gestione delle risorse pubbliche e alla correzione degli squilibri territoriali possa venire da un'operazione di ingegneria istituzionale quale è quella dell'autonomia differenziata, il cui disegno di legge è stato da poco approvato dal Senato della Repubblica". "Nella narrazione che ne fanno i sostenitori - sottolinea Oricchio - una maggiore autonomia delle regioni sarebbe in grado di migliorare la competizione e l'efficienza di tutte le amministrazioni locali e troverebbe fondamento nel cosiddetto 'residuo fiscale'. Si tratta di un'affermazione che non può essere condivisa in quanto il sistema fiscale italiano è espressione di una geografia che non coincide con la geografia economica del nostro Paese dove, a causa delle diseguaglianze di partenza, intere zone - in patente violazione dei principi sanciti dall'art.3 della Costituzione - sarebbero condannate a restare senza risorse a meno che non si provvederà a individuare in via perequativa e aggiuntiva maggiori dotazioni finanziarie (ma con quali fondi?) per assicurare i medesimi livelli essenziali delle prestazioni, i cosiddetti Lep, dove per assicurare deve però intendersi finanziare e non solo individuare".
   

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