Se hai scelto di non accettare i cookie di profilazione e tracciamento, puoi aderire all’abbonamento "Consentless" a un costo molto accessibile, oppure scegliere un altro abbonamento per accedere ad ANSA.it.

Ti invitiamo a leggere le Condizioni Generali di Servizio, la Cookie Policy e l'Informativa Privacy.

Puoi leggere tutti i titoli di ANSA.it
e 10 contenuti ogni 30 giorni
a €16,99/anno

  • Servizio equivalente a quello accessibile prestando il consenso ai cookie di profilazione pubblicitaria e tracciamento
  • Durata annuale (senza rinnovo automatico)
  • Un pop-up ti avvertirà che hai raggiunto i contenuti consentiti in 30 giorni (potrai continuare a vedere tutti i titoli del sito, ma per aprire altri contenuti dovrai attendere il successivo periodo di 30 giorni)
  • Pubblicità presente ma non profilata o gestibile mediante il pannello delle preferenze
  • Iscrizione alle Newsletter tematiche curate dalle redazioni ANSA.


Per accedere senza limiti a tutti i contenuti di ANSA.it

Scegli il piano di abbonamento più adatto alle tue esigenze.

Liquidatore si appropria di denaro della società, arrestato

Liquidatore si appropria di denaro della società, arrestato

Indagato per peculato, sequestrati beni per 860mila euro a Vibo

VIBO VALENTIA, 29 febbraio 2024, 12:52

Redazione ANSA

ANSACheck
-     RIPRODUZIONE RISERVATA
- RIPRODUZIONE RISERVATA

- RIPRODUZIONE RISERVATA

Il commissario liquidatore della società cooperativa "Nautilus" di Vibo Valentia è stato posto agli arresti domiciliari dai finanzieri della Sezione di Polizia giudiziaria della Procura di Vibo con l'accusa di peculato in esecuzione di un'ordinanza del gip. Lo stesso giudice ha emesso anche un decreto di sequestro preventivo di beni per un ammontare di 864.396 euro nei confronti di due soggetti e di una società operante nel settore dell'elaborazione di dati.
    Dalle indagini sarebbe emerso come il commissario liquidatore si sia appropriato, nel tempo, di ingenti somme di denaro della procedura concorsuale - pari all'importo sequestrato - attraverso assegni e bonifici, privi di giustificazione, sia in proprio favore che a beneficio di un'altra persona, nonché di una società riconducibile al proprio nucleo familiare.
    In particolare, dagli accertamenti sarebbe emerso che il commissario liquidatore aveva aperto due conti correnti intestati alla società in liquidazione coatta amministrativa, uno solo dei quali veniva reso noto al ministero dello Sviluppo economico, e tramite gli stessi effettuasse importanti movimentazioni di denaro, senza fornire alcuna rendicontazione né documentazione giustificativa, procurando così un indebito vantaggio economico a sé e a soggetti a lui vicini e causando allo stesso tempo un rilevante danno patrimoniale alla società in liquidazione e ai creditori della stessa.
    Al professionista viene, contestato anche il reato di avere aggravato il dissesto della società esponendo fatti non rispondenti al vero.
   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

Da non perdere

Condividi

O utilizza