Cop26: A Sud, promessa 1,5 gradi non sostenuta da impegni

"Spariti i 100 miliardi per paesi meno sviluppati"

Redazione ANSA GLASGOW

(ANSA) - GLASGOW, 14 NOV - "La questione centrale resta quella degli obiettivi di riduzione delle emissioni. Nel documento finale resta il riferimento agli 1,5 °C di riduzione della temperatura entro il 2030, ma si tratta di un'intenzione non sostenuta da impegni. Perché di nuovo quell'obiettivo è indicato solo come "raggiungibile", ma non vincolante. E soprattutto, non è legato alla necessità, per i paesi, di tagliare la quantità di emissioni necessaria a realizzarlo". Lo scrive la ong A Sud in un comunicato.
    "Con le decisioni in campo, includendo anche i timidi passi di Glasgow, gli scenari a fine secolo sono desolanti - prosegue A Sud -. Dai +2,4°C calcolati dal CAT ai quasi +5°C prospettati nel peggior scenario IPCC al 2100. Significa indicatori climatici impazziti, migrazioni di massa, conflitti armati. La fine del mondo per come lo conosciamo".
    Dal testo finale sono poi spariti i 100 miliardi promessi entro il 2023 ai Paesi meno sviluppati. Per Laura Greco, presidente di A Sud "è incredibile che anche a Glasgow, come in tutte le occasioni precedenti, una volta arrivati al punto, i paesi industrializzati si siano tirati indietro, non riconoscendo le proprie responsabilità storiche".
    "L'Italia ha ancora target di riduzione ridicoli - afferma Marica Di Pierri -. Preferiamo voltarci dall'altra parte anche di fronte ai disastri climatici che sempre più spesso riguardano il nostro territorio. Non possiamo sperare in una risposta dall'alto. Dobbiamo agire ora e fare causa agli Stati, alle imprese, ai rappresentanti delle aziende fossili, costringendoli per via giudiziaria a rispondere in Tribunale delle loro responsabilità". (ANSA).
   

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